Il Partito Comunista Portoghese e la campagna per le "autarquicas" (le elezioni amministrative)

di João Freitas 

Jerónimo de Sousa ha iniziato il 16 settembre, a Vendas Novas, la propria campagna che lo condurrà attraverso nove contee e distretti nei quartieri di Évora e Beja - come anche in Alentejo. 
Nel corso delle prime battute della campagna appena intrapresa, il segretario del PCP Jerónimo de Sousa ha accompagnato João Teresa Ribeiro, candidata della C.D.U. (Coligação Democrática Unitária) al municipio di Vendas Novas. Sousa e Teresa Ribeiro hanno avuto modo di entrare in contatto con la popolazione del posto e chiacchierare con i commercianti locali, così da mantenere saldo il rapporto fra i militanti dei due partiti (PCP - PEV, Partito Comunista Portoghese, Partito Ecologista Verde) con i più vari strati della popolazione. Tra i cento attivisti e sostenitori che guidavano l'entourage, era presente Clarisse Fernandes (candidata al Consiglio Comunale), César Florindo e Júlio Boavista (entrambi candidati ai consigli Vendas Novas e Ladeira). Il motto di questa marcia era “Vendas Novas merita di più e meglio”

Nel programma elettorale che i militanti stanno distribuendo, la CDU propone di sviluppare i servizi di igienizzazione e pulizia delle strade, migliorare la rete stradale e la pianificazione urbana, rinvigorire e sostenere attività sportive, culturali e di svago tanto a sostegno dei più anziani quanto nei confronti di quelli più giovani. Oltre a questo, la promozione del commercio locale e delle industrie, il sostegno all'istruzione e ai pompieri volontari fino all'assistenza per l’acquisto di medicinali. 
Un manifesto elettorale della CDU (Coligação Democrática Unitária - 
Alleanza Democratica Unitaria) per le vie di Lisbona - Novembre 2015 © ph. Marco Piccinelli
La CDU mira a conquistare i comuni perduti 4 anni fa. È stata questa la frase pronunciata da João Teresa Ribeiro, accompagnata dal segretario generale del PCP e dal deputato eletto ad Évora all'Assemblea della Repubblica (João Oliveira). Senza sostenere alcun intervento nel corso della campagna, Jerónimo de Sousa ha dato solo brevi dichiarazioni ai media durante il percorso per le città sopra citate. Incalzato da una stazione radio locale, Jerónimo de Sousa non ha negato la volontà di riconquistare Vendas Novas e riportarla in seno al progetto della CDU. 

D'altro canto, ricorda che la sua presenza, come anche quella del PCP non si esaurisce solo nell’ambito della campagna elettorale, evocando la forte presenza di leader e deputati eletti per la difesa dei diritti e degli interessi della popolazione locale, soprattutto nelle (tardive) proteste tardive per la difesa dei diritti della salute. 

Per quanto riguarda le notizie nazionali, circa la situazione finanziaria del debito portoghese valutata da un'agenzia di rating finanziaria, Jerónimo de Sousa ha dichiarato che la cosa più importante è quella di riconquistare la sovranità del Paese e non il rating millantato dagli speculatori. Nell’appena trascorso fine settimana, il percorso del Segretario Generale del Partito continua nel distretto di Évora, con una riunione a Montemor-o-Novo, una sessione in Androal e una cena a Borba.

Assassinato leader sindacale in Guatemala, è la vittima numero 87 dal novembre 2004


Tomas Francisco Ochoa Salazar, segretario del sindacato della società Brema (SITRABREMEN) è stato ucciso venerdì 1 settembre da alcuni “tiratori” a bordo di una moto. 
Il segretario si trovava assieme ad Andy Noel Godinez, anch’egli membro del sindacato e rimasto ferito. Il SITRABREMEN è una giovane organizzazione sindacale riconosciuta dal Ministero del Lavoro nel febbraio 2017. Secondo l’organizzazione, a seguito del suo riconoscimento è iniziata una campagna di rappresaglia culminata nel divieto di manifestazione e di molestia nei confronti dei leader del SITRABREMEN: l'ex Segretario Generale, infatti, si dimetterà improvvisamente in agosto, poco prima che il sindacato presentasse la propria proposta di contrattazione collettiva presso l’Ispettorato del Lavoro.
In Guatemala gli attivisti sindacali vengono spesso illegalmente licenziati, minacciati e assassinati: dal novembre 2004 sono stati uccisi 87 funzionari e dirigenti sindacali.

Il Partito Comunista in piazza con i sindacati di base il 27 ottobre per lo sciopero generale di tutti i lavoratori

Il 27 ottobre le sigle sindacali di base CUB, SGB, SI-COBAS, USI, SLAI COBAS hanno proclamato lo sciopero generale di tutti i lavoratori per l’intera giornata. Il Partito Comunista sostiene questa scelta e le ragioni dello sciopero; invita i lavoratori ad una massiccia partecipazione all’astensione dal lavoro e alle manifestazioni di piazza; guarda positivamente alla formazione di un fronte unitario sindacale di classe che, a partire dall’unità dei sindacati promotori dello sciopero, sta intercettando l’adesione di lavoratori, rappresentanti sindacali e dei settori più combattivi di altre forze sindacali in rotta con la linea delle proprie dirigenze.
Lo sciopero generale del 27 ottobre rappresenta l’occasione di rilancio e rafforzamento del conflitto di classe nei luoghi di lavoro, proprio nel momento in cui i primi barlumi di ripresa di settori dell’economia italiana, garantiscono un incremento dei profitti per il capitale realizzato tutto sulla pelle dei lavoratori, sull’incremento del loro sfruttamento, sulla cancellazione dei diritti e la diminuzione generalizzata dei salariali, con il ricordo a maggiore precarietà, e con l’aumento dell’età pensionabile. E’ necessaria una forte risposta da parte dei lavoratori, che va di pari passo con il rafforzamento del sindacalismo di classe.

Lo scorso 16 giugno lo sciopero unitario dei trasporti, promosso dalle stesse sigle sindacali, ha dimostrato tutta la forza di una proposta di mobilitazione basata sulla rottura delle politiche compromissorie adottate dalle dirigenze dei sindacati confederali, bloccando il trasporto di merci e persone in tutto il Paese. La prova dell’importanza della mobilitazione dei lavoratori è stata la risposta della classe padronale e dei partiti che ne difendono gli interessi. Finanza, Confindustria, partiti di governo e opposizione hanno tuonato contro l’iniziativa, chiedendo a gran voce provvedimenti che limitassero ulteriormente il diritto di sciopero, scatenando una campagna denigratoria contro i lavoratori, con l’appoggio degli apparati mediatici e la complicità esplicita delle dirigenze dei sindacati confederali. Ciò che il fronte padronale ha temuto è stata la capacità del sindacalismo di classe di rompere il monopolio confederale, ritagliarsi una posizione di primo piano conquistando ampi settori di lavoratori non iscritti che però hanno trovato condivisibili le parola d’ordine di chi non ha chinato la testa.


Il 27 ottobre è anche una risposta a quanti, in un momento di possibile ripresa del conflitto di classe, intendono emanare provvedimenti reazionari con l’intenzione di dare una stretta ulteriore ad un diritto di sciopero, già largamente ridotto in questi anni. I piani più reazionari delle forze politiche borghesi possono essere sconfitti solo con la lotta aperta dei lavoratori: scioperare contro chi vuole ridurre il diritto di sciopero è l’unico modo per mostrare la forza dei lavoratori.

Il Partito Comunista sostiene le giuste rivendicazioni dei promotori dello sciopero del 27 ottobre. In particolare rappresenta un punto centrale la lotta contro le disparità salariali e di diritti tra lavoratori, per differenze di genere, e per porre fine alla competizione tra poveri che avviene nei luoghi di lavoro tra lavoratori italiani e immigrati, foraggiata e sostenuta dal capitale per dividere la classe lavoratrice e ottenere condizioni di maggiore sfruttamento. Il PC sostiene le richieste su abbassamento dell’età pensionabile, incremento di salari e riduzione degli orari di lavoro; ritiene importante legare queste rivendicazioni all’opposizione alle politiche imperialiste, alla lotta per la sanità e l’istruzione pubblica, alla condanna dei processi di privatizzazione in atto, ad una netta presa di posizione sui provvedimenti legislativi e gli accordi, come quello del 10 gennaio, che riducono i margini d’azione e di lotta del sindacato e di tutti i lavoratori.

Non è più tempo di battaglie di retroguardia, o di vani tentativi di concertazione, o illusioni su riforme. La crisi economica, i provvedimenti dei governi che in questi anni hanno cancellato sistematicamente ogni diritto conquistato dalle lotte del movimento operaio nel dopoguerra, dimostrano chiaramente che i lavoratori potranno conquistare definitivamente i loro diritti solo con l’abbattimento del sistema di dominio del capitale, con la conquista del potere diretto nelle mani dei lavoratori, con una società socialista.

Per tutte queste ragioni il PC sarà in piazza, invitando alla più larga mobilitazione nella data del 27 ottobre, e lavorando affinché i lavoratori delle altre organizzazioni sindacali conducano una lotta per l’adesione di tutti i sindacati di base e dei settori, di categoria o singoli posti di lavoro, per estendere e rafforzare la mobilitazione.

Cile, il Frente Amplio si presenta: il progetto economico di Beatriz Sanchez

Quest’oggi è stato presentato il progetto economico del programma della candidata alla Presidenza del Cile del Frente Amplio (1 - vd nota a fine articolo)
Fino ad ora, nessun candidato aveva effettuato una proposta così completa e ancor meno autofinanziandosi. Beatriz Sánchez ha annunciato inoltre la realizzazione di una consultazione popolare nel mese di settembre, in cui saranno precisate le priorità ancora da definire con specifici atti preventivi e concludendo così il processo partecipativo del Programma di Governo del Frente Amplio.
Ad accompagnare la candidata vi erano Claudia Sanhueza, Nicolás Grau, José Luis Ugarte, Daniela Manuschevich y Ramón López: tutti accademici, con dottorati di ricerca ottenuti in diversi atenei del mondo e responsabili di questo settore nel programma del Frente Amplio.
Beatriz Sánchez ha iniziato analizzando le quattro ragioni per cui il Cile non cresce, segnalando che ciò è dovuto al fatto che si è esaurita la strategia di sviluppo economico: esiste un’alta concentrazione di ricchezza e potere, il saccheggio dell’ecosistema e un investimento insufficiente nel capitale umano (pensioni, istruzione e sanità). Di fronte a tutto ciò, ha segnalato la necessità di adottare principi per una nuova politica economica che contemplino la riattivazione economica senza indebitamento fiscale, la redistribuzione degli introiti, uno Stato che sia imprenditore e promuova la sostenibilità ambientale.
Per la sua messa in moto, la candidata ha indicato tre punti cardine:


  1. Piano nazionale d’investimenti (spinta all’innovazione, portfolio delle infrastrutture, investimento sociale per cambiare la vita degli individui) Nuove forme di produzione (decentramento dell’economia, sviluppo ecologico)
  2. Distribuzione degli incarichi e dei profitti dello sviluppo (rapporti lavorativi moderni ed equilibrati, giustizia tributaria). Successivamente, ha enumerato e dettagliato le proposte per ciascuno di questi tre punti contenuti nel documento di 59 pagine, coi grafici corrispondenti. Tra queste proposte, sottolineiamo la riduzione di 1.000 milioni di dollari in spese per la Difesa, provenienti dalla legge riservata al rame; il ripristino della tassa sul guadagno del capitale borsistico; la fine delle esenzioni tributarie ingiustificate; la creazione di una tassazione diversificata dell’IVA; la disintegrazione fiscale per le grandi aziende; royalties minerarie; tasse ai super ricchi del 50% sulle rendite superiorri a 150 milioni di dollari annuali.

Il simbolo del Frente Amplio

Ciò consentirà di triplicare la spesa pubblica per l’innovazione, dando impulso a piccole e medie imprese, nonché allo sviluppo di cooperative; diversificare l’attività imprenditoriale creando progetti in grado di riattivare l’economia e generare occupazione in modo massiccio. E consentirà anche un investimento pianificato per l’istruzione e per la sanità che garantisca l’effettivo esercizio dei diritti; riprendere l’investimento diretto dello Stato in materia di soluzioni abitative, condizioni di vita e sicurezza dei quartieri, nonché affrontare le sfide del cambiamento climatico, che includono acqua potabile, irrigazione e trasporto sostenibile.
Ha sottolineato che l’investimento sociale dovrà assicurare a ogni individuo l’accesso a un insieme di garanzie che gli consentano di avere una qualità della vita consona allo sviluppo del paese, come il caso del finanziamento a persone affidabili.
Un programma che assicuri un impulso allo sviluppo sostenibile, la redistribuzione della ricchezza e la garanzia dei diritti umani, suffragato da fonti di finanziamento chiare, a cui il paese è in condizione di attingere.

(1) Il Frente Amplio è una coalizione a cui hanno dato vita diversi partiti politici per porsi come alternativa al bipartitismo 
cileno. È stata formata, principalmente, da diversi gruppi della sinistra extraparlamentare (e non) come Izquierda libertaria, Igualdad, Revolucion Democratica, dagli ecologisti, dal Partito Umanista fino al piccolo Partito Liberale cileno, rifondato un pugno di anni fa.

Finlandia: aumentano le disuguaglianze, lo studio dell'Alleanza di sinistra/verde finlandese

«Il calcolo mostra nero su bianco che la politica governativa danneggia le persone a basso reddito il cui potere d’acquisto si sta deteriorando. A differenza di quanto il ministro delle finanze Petteri Orpo sostiene, in Finlandia c’è stata una ancor più netta divisione durante gli anni di governo Sipilä (2015-2018). Il Governo ha scelto di utilizzare le proprie risorse e le proprie entrate, infatti, principalmente per gli alti redditi a discapito delle fasce meno abbienti». Così in una nota Li Andersson, Presidente del Vasemmisto, alleanza di sinistra/verde finlandese. Lo studio presentato dai parlamentari del Vasemmisto rappresenta come il governo di «Juha Sipilä abbia aumentato la disparità di reddito in Finlandia», si legge in un comunicato del 4/9/2017 sul sito dell’Alleanza di sinistra/verde finlandese

Vasemmisto, elezioni municipali, Partito Comunista Finlandese

Il Vasemmisto, che se sarebbe più corretto usare il nome per esteso ovvero Vasemmistoliitto, è il quinto partito politico finlandese le cui percentuali si aggirano fra l'8% e il 9%. Alle municipali tenutesi a cavallo fra marzo e aprile il partito, infatti, ha avuto un significativo incremento, attestandosi all'8,8% di voti, caratterizzandosi come unica organizzazione politica, assieme al Partito Verde finlandese, che abbia aumentato i propri voti.

Suomen Komunisten Puoluen
Partito Comunista Finlandese
Bene anche, complessivamente, il Partito Comunista Finlandese: dopo cinque anni senza una presenza elettorale di questo tipo, riesce ad eleggere 2 consiglieri in due municipalità e ottenendo quasi 8.000 voti

Sostieni il McSciopero!

Il CPGB M-L (Partito Comunista della Gran Bretagna Marxista-Leninista) invita lavoratori e cittadini a sostenere il McSciopero, come recita il manifesto realizzato per l'iniziativa, dei dipendenti di McDonald's. La manifestazione si terrà a Brixton, quartiere popolare londinese, al McDonald's di King's Cross  alle 5 del pomeriggio. 


Seguiranno aggiornamenti sia sul blog che sulla pagina Facebook L'internazionalismo.


Artista circense palestinese scarcerato dopo quasi due anni di detenzione nelle carceri israeliane


Mohammad Faisal Abu Sakha, un artista circense palestinese di 24 anni, è tornato in libertà la sera del 30 agosto dopo 20 mesi di detenzione amministrativa. 
Non avrebbe mai dovuto essere privato della sua libertà, ma considerato che la detenzione amministrativa può essere rinnovata di sei mesi in sei mesi e, teoricamente, avere durata indeterminata, il fatto che le autorità israeliane si siano risolte a rilasciarlo – anche grazie agli appelli locali e internazionali – va considerato una buona notizia. 

Mohammad Faisal Abu Sakha è un artista circense ed educatore della Scuola di Circo palestinese, di cui fa parte dal 2007. Nel 2011 si è specializzato nell’insegnamento ai bambini con difficoltà di apprendimento che frequentano la scuola. Il 14 dicembre 2015 i soldati israeliani di guardia al checkpoint di Zaatara lo avevano fermato mentre da casa dei suoi genitori, a Jenin, si stava recando a Birzeit, sede della Scuola. 
Secondo fonti non giudiziarie israeliane, Mohammad Faisal Abu Sakha avrebbe promosso il terrorismo tramite i social media. La detenzione amministrativa, motivata dalla presunta “minacciosità” della persona oggetto del provvedimento, non si basa su un’accusa formalizzata. Per questo, e poiché non vengono rese note eventuali prove, né i detenuti né i loro avvocati possono esercitare pienamente il diritto alla difesa, soprattutto quello di conoscere esattamente quali siano le imputazioni. Una situazione che riguarda centinaia di detenuti palestinesi.

Articoli più letti