martedì 19 giugno 2018

Bangladesh: il Partito comunista protesta a seguito dell'uccisione di Shahjahan Bachchu

Il Partito Comunista del Bangladesh (Pcb) ha tenuto una manifestazione di protesta [il 12/6/2018 ndt] a seguito dell'uccisione dell'ex Segretario Generale del Pcb della commissione distrettuale di Munshiganj, poeta ed editore Shahjahan Bachchu. La manifestazione si è tenuta di fronte al Museo Nazionale di Shahbagh il 12 giugno ed erano presenti Sajjad Zahir Chandan e Sajedul Haque Rubel, rispettivamente vice segretario e presidente del comitato di Dacca.

Non è la prima volta che in Bangladesh si uccidono editori, scrittori o letterati, come ha riportato «India Today»: «Non si tratta del primo episodio di attacchi e uccisioni di blogger, scrittori o editori del Bangladesh. Circa tre anni fa un altro editore, Faisal Arefin Dipon, proprietario di Jagjit Prakashan, fu assassinato. Il 31 ottobre 2015, Dipon è stato ucciso nel suo ufficio al Super Market di Shahbagh Aziz, dopo aver pubblicato il libro del blogger Abhijit Roy. Abhijeet, poi, è stato ucciso in un attentato terroristico nel febbraio dello stesso anno. Dopo Avijit, i blogger Niladri Niloy, Ananta Bijay Das e l'attivista digitale Wasikur Babu sono stati oggetto di atti di pirateria da parte di terroristi»

Shahjahan Bachchu 
Il segretario generale del Pcb Shah Alam ha dichiarato: «Così l'illegalità ha portato il paese alla disperazione», condannando pubblicamente l'uccisione di Shahjahan Bacchu, protestando contro la mancanza di sicurezza per le vite umane nel Bangladesh. Secondo quanto detto dal Segretario Generale Alam il Governo, «anziché reprimere i terroristi, li nutre: questo è terrorismo di Stato. L'uccisione di Shahjahan Bachchu ha messo in luce l'estremo deterioramento della situazione dell'ordine pubblico nel paese. Contro il terrorismo e la reazione, l'antiterrorismo creerà un forte movimento contro l'inazione del Governo»

giovedì 25 gennaio 2018

YPG: «Afrin sarà il Vietnam della Turchia e di Erdogan»

Comunicato stampa del YPG del 25/1/18

Pochi giorni fa, l’esercito turco ha attraversato il confine siriano al fine di lanciare un attacco nella regione di Afrin. Il regime bipartitico turco AKP-MHP accusa pesantemente il PYD di collaborazionismo col terrorismo, mentre invece in Rojava tutti i partiti politici sono legali e non c’è un solo prigioniero politico (quanti ce ne sono nelle carceri turche?).
L'alleanza tra AKP-MHP accusa gravemente anche il YPG di combattere assieme a Daesh (!) mentre lo stato Turco ha evidentemente sempre sostenuto Daesh contro il YPG. Le accuse turche sono posticce e mostrano l’intento reale delle loro accuse: prevenire che nasca qualsiasi forma di democrazia per i popoli della Siria, distruggendo ogni forma di autonomia e indipendenza per il popolo curdo e controllando la regione attraverso le bande reazionarie che sponsorizzano.
YPG continuerà a lottare per la rivoluzione nella difesa di TUTTI i suoi nemici. Questo è il motivo per cui alcuni dei nostri compagni si sono recati nella regione di Afrin per fermare l’aggressione turca, mentre gli altri decidono di continuare la lotta contro Daesh sul fronte meridionale. Erdogan ha commesso un terribile errore: la Resistenza delle brigate YPG/YPJ continuerà fino a quando non ci sarà più un soldato turco sul suolo siriano. Sarà il loro Vietnam: Afrin sarà la tomba del regime turco governato da AKP-MHP. Non passeranno!

giovedì 11 gennaio 2018

Groenlandia: riconfermato Jess Berthelsen alla guida del più grande sindacato del Paese

Negli ultimi giorni del 2017 si è svolto il congresso della SIK (la più grande organizzazione sindacale groenlandese) presso l'Hotel Arctic a Ilulissat. All'assemblea congressuale vi hanno preso parte delegati provenienti da 24 dipartimenti locali, denominati SIP.

I temi discussi sono stati molteplici a partire dalla considerazione di un «sistema sociale più flessibile» e «dalla necessità di sviluppare il settore della pesca, in modo che una maggiore lavorazione delle materie prime determini una più grande stabilità della produzione a vantaggio delle numerose famiglie di lavoratori del settore», come viene riportato dal comunicato stampa a margine del Congresso. In questo modo, secondo la dirigenza del sindacato: «La Groenlandia diventerà più attraente per gli investitori stranieri e il business minerario finalmente potrà terminare, anche e soprattutto per quanto riguarda i metalli preziosi presenti nel Sud della Groenlandia».

«Insieme siamo più forti», il motto della SIK in kalaallisut

Il presidente della SIK Jess G. Berthelsen è stato rieletto e guiderà il sindacato per i prossimi quattro anni come presidente federale dell'organizzazione dei lavoratori. La riconferma è stata ratificata nel congresso tenutosi negli ultimi giorni del 2017.
Berthelsen è stato eletto data l'assenza di un contro-candidato ed è il presidente più longevo del sindacato: la sua presidenza dura da 27 anni, da quando è stato eletto per la prima volta nel 1990. 
«Ad ogni modo sono presenti nuovi membri nella dirigenza», si legge in una nota della SIK.

Il riferimento è a Else Jonna Villadsen, Jørgen Vetterlain, Elisabeth Hansen, Josef Therkildsen, Jakob G. Motzfeldt, Ali Qujana Fleischer mentre Sofie Svendsen è stata rieletta. Il vice presidente della SIK è Ludvig Larsen, già segretario della SIP-NUUK e già componente del comitato esecutivo dal 2013.

La presidenza eletta della SIK

La manifestazione d'apertura del Congresso fuori dall'Hotel Artic di Ilulissat




lunedì 1 gennaio 2018

Appello comune dei Partiti Comunisti e Operai in solidarietà con il popolo palestinese e contro l'inaccettabile posizione di Trump

I Partiti Comunisti e Operai firmano questo appello comune: 
1. Condannano fermamente l'inaccettabile decisione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attraverso la quale gli USA riconoscono Gerusalemme come capitale d'Israele. 
2. Questa decisione mina fortemente la giusta lotta del popolo palestinese contro l'occupazione israeliana, per la creazione e il riconoscimento di uno stato palestinese nei confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale. Inoltre costituisce una pericolosa provocazione contro i popoli del Medio Oriente, si muove nella direzione di una conflagrazione più generale nella regione per soddisfare i piani imperialisti degli Stati Uniti. 
3. L'UE e in generale i leader degli stati membri hanno anch'essi responsabilità per questo sviluppo, dal momento che hanno approfondito le loro relazioni con lo stato di Israele mentre quest'ultimo opprime e uccide il popolo palestinese. 
4. Invitiamo i lavoratori, tutti i popoli, a rafforzare la loro solidarietà con il popolo palestinese per liberare le migliaia di prigionieri politici dalle carceri israeliane; abbattere il muro della vergogna; imporre il ritiro dell'esercito israeliano da tutti i territori occupati dal 1967, comprese le alture del Golan (Siria) e le fattorie di Shebaa (Libano); porre fine a tutti i blocchi contro il popolo palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza; fare campagna per il ritorno dei rifugiati palestinesi ai loro focolari, sulla base delle pertinenti risoluzioni ONU; continuare la lotta per il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente, sovrano e vitale entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.

Partiti firmatari dell'appello comune:

  1. Communist Party of Albania
  2. PADS, Algeria
  3. Communist Party of Australia
  4. Party of Labour of Austria
  5. Communist Party of Azerbaijan
  6. Progressive Tribune in Bahrain
  7. Communist Party of Bangladesh
  8. Communist Party of Wallonia-Brussels
  9. Workers' Party of Belgium
  10. Brazilian Communist Party
  11. Communist Party of Brazil
  12. New Communist Party of Britain
  13. Union of Communists in Bulgaria
  14. Communist Party of Chile
  15. Socialist Workers' Party of Croatia
  16. AKEL
  17. Communist Party of Bohemia and Moravia
  18. Communist Party of Denmark
  19. Communist Party In Denmark
  20. Communist Party of Estonia
  21. Communist Party of Ecuador
  22. Communist Party of Finland
  23. Pole of the Communist Revival in France
  24. Communist Party of Macedonia
  25. German Communist Party
  26. Unified Communist Party of Georgia
  27. Communist Party of Greece
  28. Hungarian Worker’s Party
  29. Communist Party of India
  30. Communist Party of India (Marxist)
  31. Tudeh Party of Iran
  32. Iraqi Communist Party
  33. Communist Party of Ireland
  34. Workers Party of Ireland
  35. Communist Party (Italy)
  36. Socialist Movement of Kazakhstan
  37. Workers Party of Korea
  38. Socialist Party of Latvia
  39. Communist Party of Luxembourg
  40. Communist Party of Malta
  41. Communist Party of Mexico
  42. Popular Socialist Party of Mexico
  43. New Communist Party of the Netherlands
  44. Communist Party of Norway
  45. Palestinian Communist Party
  46. Palestinian Peoples Party
  47. Paraguayan Communist Party
  48. Philippine Communist Party [PKP 1930]
  49. Portuguese Communist Party
  50. Romanian Socialist Party
  51. Communist Party of Russian Federation
  52. Russian Communist Workers Party
  53. Union of Communist Parties - CPSU
  54. Communist Party of the Soviet Union
  55. New Communist Party of Yugoslavia
  56. Party of the Communists of Serbia
  57. South African Communist Party
  58. Communist Party of the Peoples of Spain
  59. Galician Poeples Union
  60. Galician Movement for Socialism
  61. Communist Party of Sri Lanka
  62. Communist PArty (Switzeralnd)
  63. Syrian Communist Party
  64. Communist Party of Turkey
  65. Communist Party of Ukraine
  66. Union of Communists in Ukraine
  67. Communist Party USA
  68. Party of Communists USA
  69. Communist Party of Venezuela

giovedì 14 dicembre 2017

Rizzo (Partito Comunista): «L'invio delle truppe in Niger è un atto imperialista»

«L’invio di un contingente di 500 soldati e 150 mezzi in Niger da parte del governo Italiano è un atto imperialista. Un atto che si inserisce nel quadro della politica neocolonialista dei paesi dell’Unione Europea e della Nato per la spartizione del continente africano. Lo stesso Gentiloni ha parlato espressamente di apertura anche ad altri paesi della regione, lasciando intendere che il Niger farà solo da apripista». Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Si dice di voler arginare l’immigrazione, ma non si dice in che modo lo si farà e a quale prezzo. Di certo non garantendo uno sviluppo per i popoli africani che consenta occupazione e una vita dignitosa nel proprio paese. L’Italia va solo a difendere gli interessi delle grandi compagnie energetiche e minerarie, spesso fonte di impoverimento e sfruttamento dei popoli, cause primarie dell’immigrazione. Questa missione militare peserà sui conti dello Stato, con nuovi fondi sottratti alla spesa sociale, ma per le missioni all’estero non si taglia mai! La pace, la fine dell’immigrazione, potranno essere ottenute solo rovesciando queste politiche. Serve uscire dalla Nato e ritirare le truppe all’estero».

mercoledì 6 dicembre 2017

eQual: a Mantova nessuno spazio pubblico per le organizzazioni neofasciste

Il Consiglio Comunale ha votato un Ordine del Giorno richiesto da cittadini e associazioni. In piena estate, la notizia di una aggressione violenta ai danni di un giovane lavoratore di Mantova da parte di un gruppo di neonazisti aveva scatenato una grande ondata di indignazione. Insieme all'ANPI Mantova - Sezione "Felice Tolazzi", come Associazione eQual abbiamo chiesto a gran voce una presa di posizione forte e atti concreti da parte del Comune di Mantova, per togliere agibilità a chi di giorno invoca una democratica “libertà di parola” e poi di notte rievoca la violenza squadrista. L’abbiamo fatto perché il nostro impegno sociale e politico di base porta da sempre con sé la memoria storica del territorio e perché in ogni nostra attività combattiamo contro la guerra tra poveri che fa comodo a chi comanda e alle sue marionette dalla testa rasata. I teppisti neofascisti di oggi che attaccano lavoratori stranieri, giovani antifascisti e colpiscono sedi di organizzazioni sociali, si proclamano “eredi” di quelli che negli anni Venti si facevano pagare dagli agrari e dagli industriali per bastonare gli operai e devastare le sedi del movimento dei lavoratori. Per questo siamo soddisfatti del fatto che il Consiglio Comunale abbia preso atto del problema e abbia ascoltato le richieste di realtà cittadine antifasciste, votando un Ordine del Giorno che va nella direzione del rafforzamento degli anticorpi democratici: a Mantova non c’è spazio per chi propaganda odio e fascismo, e calpesta i valori della Costituzione.

venerdì 1 dicembre 2017

Appello internazionale degli umanisti per la proibizione delle armi nucleari


Il Partito Umanista Internazionale fa appello a tutti gli Stati perché firmino e ratifichino il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Le armi nucleari costituiscono una delle più grandi minacce per il futuro dell’umanità. Le potenze nucleari hanno la capacità di eliminare ogni traccia di vita dalla Terra e continuano a spendere enormi quantità di denaro per il perfezionamento dei loro armamenti. Fino a che esisteranno armi nucleari vivremo nel pericolo costante che esse vengano utilizzate, tanto di proposito quanto incidentalmente. 
Questo rischio non è mai stato evidente come in questo momento, quando quasi quotidianamente se ne minaccia l’uso. Il 7 luglio di quest’anno le Nazioni Unite hanno approvato il testo di un Trattato sulla proibizione delle armi nucleari con il voto favorevole di 122 Stati membri

Si tratta del tentativo più ambizioso mai fatto finora per liberare il mondo dal flagello che tali armi rappresentano. Il Trattato proibisce una gamma molto estesa di attività relazionate con le armi nucleari, vietando di sviluppare, produrre, sperimentare, fabbricare, acquisire, possedere o tenere in deposito armi e ordigni nucleari, utilizzarli o minacciare di farlo. Il Trattato è stato aperto alla firma degli Stati presso la sede dell’ONU a New York il 20 settembre 2017 ed entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di 50 paesi

Il Partito Umanista Internazionale fa appello a tutti i paesi membri dell’ONU che ancora non hanno firmato e ratificato il Trattato, affinché lo facciano senza indugio e, con questo atto, contribuiscano a realizzare l’aspirazione dei popoli a un mondo senza armi nucleari. Inoltre, il PHI si congratula con la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) per avere ricevuto il Premio Nobel per la Pace del 2017 per il «suo impegno nel mettere in luce le catastrofiche conseguenze umanitarie derivanti dall’uso di qualsiasi arma nucleare e per i suoi sforzi per ottenere la proibizione di tali armi attraverso un Trattato».

mercoledì 29 novembre 2017

Il GUE/NGL dalla parte del popolo palestinese

In occasione della Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese, Neoklis Sylikiotis eurodeputato cipriota (AKEL) del GUE/NGL e presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Palestina, ha affermato: 
«Questo giorno ci ricorda il nostro fallimento collettivo nel rendere giustizia al popolo palestinese che, dal 1948, ha subito espropriazioni, un protratto e mai cessato conflitto, la negazione dei diritti umani». 

«Porsi in solidarietà con il popolo palestinese significa sostenere tutti i diritti (tutta la lista di diritti nda) previsti dal diritto internazionale, incluso il diritto all'autodeterminazione e il diritto al ritorno per i rifugiati. Significa opporsi all'impunità internazionale accordata a Israele, che ha permesso la costruzione continua ed ininterrotta di insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, privando i palestinesi della loro terra, rompendo la contiguità territoriale. Significa stare con i palestinesi nella striscia di Gaza contro il blocco illegale che ha decimato l'economia e il loro tessuto sociale». 

«I piani di Israele sono chiari in tutto il mondo: rompere l'unità geografica e politica dei palestinesi in modo che le loro aspirazioni all'autodeterminazione non vengano realizzate. Se la comunità internazionale è sincera nel sostenere uno stato palestinese sovrano e vitale, deve raddoppiare gli sforzi per renderlo una realtà, non solo sulla carta, ma attraverso passi concreti».

«Israele non tornerà al tavolo se non sarà costretto a farlo. Ciò significa che l'Unione europea deve cessare i business che intrattiene, come ora, con Israele, sospendendo l'accordo di associazione finché Israele non dimostrerà il vero impegno per il rispetto dei diritti umani, come previsto all'articolo 2. È giunto il momento che l'UE e gli Stati membri riconoscano uno Stato palestinese indipendente sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale».

«Ribadiamo, infine, il nostro sostegno affinché si realizzino i due stati secondo la risoluzione 242 delle Nazioni Unite, con palestinesi e israeliani che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, e uno stato palestinese che è vitale, contiguo e sovrano».

martedì 28 novembre 2017

Comunisti tedeschi, presidio all'ambasciata polacca in solidarietà degli attivisti condannati del KPP

Il presidio degli attivisti del DKP. 
Nella giornata di ieri un gruppo di militanti e attivisti del DKP (Partito Comunista tedesco) si è radunato nei pressi dell’ambasciata Polacca a Berlino, manifestando la propria solidarietà agli attivisti, militanti e dirigenti del Partito Comunista Polacco. Da mesi, infatti, il KPP (Partito Comunista polacco) sta vivendo una persecuzione ideologica e personale: i quattro componenti della redazione di «Brzask», quotidiano del partito, sono stati infatti condannati a due anni di prigione il 27 novembre 2017 per aver «diffuso l’ideologia comunista». «Vi è una minaccia di proibizione nei confronti del KPP dal momento che, secondo il partito di Governo “Legge e Giustizia”, sarebbero contro la Costituzione», affermano in un post diffuso su Facebook gli attivisti del DKP: «protestiamo contro la persecuzione anticomunista e solidarizziamo coi compagni del nostro vicino Paese. L’anticomunismo non passerà!».

Leggi di più sulla persecuzione anticomunista in Polonia:


"Propaganda al comunismo", condannati componenti del Partito Comunista Polacco http://www.internazionalismoinpillole.it/2016/05/propaganda-al-comunismo-condannati.html

L'UE non condanna la persecuzione anticomunista ma cerca anche di giustificarla http://www.internazionalismoinpillole.it/2016/07/propaganda-al-comunismo-in-polonia-lue.html

lunedì 13 novembre 2017

Rødt, l'anticapitalismo norvegese entra in Parlamento

Si chiama Bjørnar Moxnes, è del 1981, ed è l'unico deputato eletto dal Partito Rosso (Rødt, in norvegese). Rødt è una formazione politica nata nel 2007 per volontà dell'Alleanza elettorale rossa (Rød Valgallianse) e del Partito dei lavoratori. Alle elezioni parlamentari tenutesi in settembre, Rødt ha conquistato il suo primo seggio nel Parlamento norvegese ottenendo il 2,4% dei voti aumentando di un punto e mezzo (circa) i propri consensi. Ovviamente, la conquista del rappresentante politico di Rødt, è stata possibile grazie al sistema elettorale proporzionale della Norvegia. Se avessimo sovrapposto il 'nuovo' sistema elettorale italiano in Norvegia, Rødt non avrebbe avuto alcun rappresentante politico.
Male, invece, il Partito Comunista Norvegese: il PCN, infatti, ha partecipato in solitaria alla tornata elettorale e ha visto dimezzarsi i (già) pochi voti ottenuti alle scorse elezioni. Da poco più di 600 voti, ne ha racimolati poco più di 300 (309 per l'esattezza).


giovedì 9 novembre 2017

Continuano gli atti intimidatori nei confronti di dirigenti e militanti del Partito Comunista Ucraino

Ufficio stampa del PCU - Tradotto da Marx XXI

Il 28 ottobre scorso, il primo segretario del comitato distrettuale di Sviatoshyn (Kiev) del Partito Comunista di Ucraina Vladimir Nazarovich Mironchuk ha subito una banditesca aggressione. 
Senza alcun dubbio, ci troviamo di fronte all'ennesimo atto di intimidazione nei confronti dei comunisti che si oppongono attivamente alla dittatura del regime oligarchico-nazista al potere, instaurato in Ucraina dopo il colpo di Stato armato del febbraio 2014. Già due settimane prima dell'aggressione, Mironchuk aveva ricevuto minacce di danni fisici, nel caso non avesse interrotto la propria attività di partito. 
Il 28 ottobre, giorno in cui si commemora la liberazione dell'Ucraina dall'occupazione dei fascisti tedeschi, mentre il comunista Mironchuk entrava nei locali del consiglio distrettuale dei veterani della Grande Guerra Patriottica, i luridi neonazisti, incoraggiati dai partiti nazionalisti ed eseguendo gli ordini criminali del regime impegnato ad intimidire i dissidenti, vigliaccamente da dietro le spalle gli hanno inferto tre bastonate sulla testa. L'informazione sulla nuova barbara aggressione contro i comunisti ad opera di banditi dell'ultra-destra è stata trasmessa all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, alla rappresentanza ONU per i diritti dell'uomo e a diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani.

Cuba: «Le misure del Governo Usa sono un grave passo indietro nelle relazioni bilaterali»

Sono entrate in vigore oggi le nuove sanzioni che l'amministrazione statunitense di Donald Trump ha varato nei confronti di Cuba. Si ravviva, dunque, con maggior recrudescenza il già presente bloqueo, nei confronti dell'Isola. Le nuove restrizioni annunciate dagli Stati Uniti nei rapporti con Cuba «confermano il grave passo indietro che si è registrato nelle relazioni bilaterali come risultato delle decisioni assunte dal governo del presidente Donald Trump». Così il governo cubano condanna le nuove regole che renderanno più difficile per gli americani visitare l'isola e limiteranno ulteriormente gli scambi commerciali. «Queste misure non recheranno danno solo all'economia cubana ma anche ai cittadini statunitensi», ha dichiarato Josefina Vidal, a capo dell'ufficio per i rapporti con gli Usa del ministero degli Esteri cubano, sottolineando che L'Avana «si oppone a sanzioni unilaterali» ed escludendo quindi che possa varare delle misure di rappresaglia. «Non è mai stata la nostra politica perché queste misure finiscono per recare danno alle persone», ha aggiunto definendo del tutto «arbitrario» il modo in cui è stata stilata la lista di 179 società, tra le quali 83 alberghi, con i quali sarà vietato avere rapporti commerciali perché, secondo Washington, sono riconducibili o agiscono per conto del governo, dell'intelligence o delle forze armate cubane.