giovedì 2 giugno 2016

Attualità della critica leninista in merito alla "via parlamentare" al socialismo

Le Tesi del KKE alla 10° Conferenza Annuale "V. I. Lenin e il mondo contemporaneo", svoltasi il 22 aprile 2016 a Leningrado | Tradotto da criticaproletaria.org


1. L'intera storia del movimento politico operaio dal XIX secolo ai giorni nostri ha come campo principale di scontro il modo come costruire una società senza classi. 


2. Due punti di vista fondamentali sono emersi nel corso del tempo: l'opinione opportunista della possibilità di riformare lo Stato, "conquistando" lo Stato borghese e usandolo a favore del socialismo e l'opinione rivoluzionaria sulla necessità di abbattere lo Stato borghese. Lenin stesso pose la seguente linea di demarcazione: "Marxista è soltanto colui che estende il riconoscimento della lotta delle classi sino al riconoscimento della dittatura del proletariato" (1).

3. Questa opposizione è un riflesso dello scontro ideologico sullo Stato borghese e la democrazia borghese. Gli opportunisti intendono lo Stato borghese - in particolare nella forma della democrazia parlamentare borghese - come uno Stato che esprime i rapporti di forza tra le varie classi, essenzialmente come uno Stato "al di sopra delle classi" che esprime democraticamente la volontà dei membri della società borghese, indipendentemente dalle classi sociali di appartenenza. Partendo da questa concezione, gli opportunisti considerano la democrazia borghese - la forma democratica dello Stato borghese - come un terreno favorevole che può essere utilizzato a favore del socialismo. Al contrario, i marxisti considerano il carattere di classe dello Stato borghese indipendentemente dalle forme estremamente varie che esso ha assunto storicamente. Essi intendono la democrazia borghese come una delle varie forme della dittatura del capitale e in particolare come la forma "più sicura" per la protezione dell'"onnipotenza della ricchezza", come scriveva Lenin in Stato e Rivoluzione. 

4. Ciò che democrazia borghese e fascismo condividono come denominatore comune di classe è stato storicamente confermato dall'interscambio tra le forme di governo fasciste e parlamentari, che sono servite alla stabilizzazione del potere borghese nelle condizioni economiche e politiche in evoluzione. L'esempio più caratteristico è lo Stato tedesco tra le due guerre mondiali, mentre nel nostro paese il passaggio dalla democrazia borghese alla dittatura di Metaxas nel 1936 è avvenuto con l'appoggio quasi unanime del parlamento borghese. 

5. L'esperienza storica ha dimostrato chiaramente che il passaggio di ministeri dello Stato borghese nelle mani dei comunisti non può essere utilizzato a favore del socialismo, ma agisce come un elemento di accelerazione dell'assimilazione dei Partiti Comunisti nel sistema politico borghese. Esempi storici di questo si possono osservare nella partecipazione dei Partiti Comunisti ai governi borghesi in Spagna, Francia, Italia, Cile e, più recentemente, in un certo numero di paesi dell'America Latina, Cipro, Portogallo, ecc. Un altro esempio tipico è la partecipazione del KKE nel governo di "unità nazionale" nel 1944 e l'accettazione da parte dei ministri comunisti - di fronte al pericolo della dissoluzione di questo governo - dei tagli salariali e la liberalizzazione dei licenziamenti. In nessuno di questi esempi, la partecipazione dei comunisti o il loro appoggio a governo borghesi ha agito in favore del socialismo. 

6. La difesa della "via parlamentare" al socialismo non è sempre apertamente formulata. Spesso si nasconde dietro l'elaborazione di vari programmi di transizione, che accettano la possibilità di utilizzare la partecipazione a un governo sul terreno della proprietà capitalista e dello Stato borghese, al fine di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e acuire la volontà rivoluzionaria delle masse popolari. Questa analisi in sostanza nega sia le leggi economiche del capitalismo (in quanto ritiene che queste leggi, quando sono gestite da un Partito Comunista, possano essere utilizzate a beneficio del popolo), che la natura di classe dello Stato borghese (in quanto promuove la "conquista" dello Stato borghese come mezzo per rovesciarlo). 



7. Questi punti di vista sono in diretta antitesi con l'analisi teorica di Marx, Engels e Lenin sullo Stato. È specifico di Lenin il modo in cui egli spiegava la necessità di "abbattere" lo Stato borghese in Stato e Rivoluzione. Questa analisi di Lenin ha costituito la base per l'adozione della strategia della rivoluzione socialista da parte del Partito Bolscevico formulata nelle Tesi di aprile. Lenin applicò le conclusioni di quest'opera non solo a parole ma nella pratica, rifiutando con tenacia i forti appelli – anche all'interno del Partito Bolscevico – per la partecipazione al Governo Provvisorio (che all'epoca era considerato il governo più democratico in Europa), dirigendo l'intero partito verso il suo rovesciamento rivoluzionario. 

8. Nel corso del tempo, questa analisi strategica, che è stata confermata dalla vittoriosa Rivoluzione d'Ottobre, non è perdurata. Il Movimento Comunista Internazionale (MCI) è stato dominato da concezioni strategiche che hanno trasferito meccanicamente (in condizioni completamente diverse) la vecchia elaborazione strategica della "dittatura democratica del proletariato e dei contadini". Le opinioni in merito alla possibilità di una transizione parlamentare al socialismo si sono consolidate con il passar del tempo come una corrente distinta tra le fila del MCI, la corrente eurocomunista, che è prevalsa nei principali Stati capitalisti (Francia, Italia, Spagna) con conseguenze tragiche per il movimento operaio, mentre gli aspetti fondamentali di questa linea sono stati espressi nell'analisi di quasi tutto il MCI. Oggi, tuttavia, è stata accumulata una significativa esperienza storica sugli sforzi di utilizzare la partecipazione nei governi sul terreno della proprietà capitalista con l'obiettivo del socialismo. 

9. Il 2017 è il 100° anniversario dell'opera Stato e Rivoluzione di Lenin. Questo anniversario deve esser utilizzato per ricordarci, come lui stesso dice nella sua opera, le "parole dimenticate del marxismo" (e del leninismo aggiungiamo noi) sulla questione dello Stato. I Partiti Comunisti devono lottare per riunire le forze per la distruzione dello Stato borghese e per costruire l'economia socialista-comunista e le istituzioni statali corrispondenti, respingendo la gestione dell'economia capitalista e dello Stato borghese. Essi devono, in altre parole usare, le conclusioni di Stato e Rivoluzione come guida per la nostra attività quotidiana. 

Note: 

1) Lenin, Stato e Rivoluzione, Op.Complete, ed. Editori Riuniti, Roma 1967, Vol.25 pag.389

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