mercoledì 22 giugno 2016

Gerry Adams e il Sinn Fein voteranno 'Remain' (una posizione subalterna, seconda parte)

I più avvezzi e gli estremi conoscitori della saga fantozziana conoscono bene l'espressione di dolore dell'avvocato Ricciardelli che - nel momento dell'epica partita Italia-Inghilterra aveva costretto i dipendenti a vedere «un film cecoslovacco, coi sottotitoli in tedesco» - si ritrova costretto a dire «con vivo rammarico» che la copia di quel film non era giunta in tempo (per i meno avvezzi siamo nel 'Secondo Tragico Fantozzi', quello del Duca Conte Ingegner Pier Carlo Semenzara). Subito dopo, si sarebbe poi proiettata la Corazzata Potemkin (che nel film diventa Kotiomkin del maestro Einstein e non Eisenstein). Bene, quell'espressione è quella che ho avuto io dopo aver visto parlamentari del Sinn Fein che animatamente affermavano di votare 'Remain' al referendum UE, sulla cosiddetta Brexit. 
Nelle analisi raramente ci si dovrebbe abbandonare al sentimentalismo e alle pulsioni prossime ad esso, tuttavia chi scrive ha sempre avuto un'immagine globalmente positiva del Sinn Fein e di Gerry Adams, nonostante la permanenza del GUE/NGL e alcune criticità. E' indubbia, in ogni caso, la storia di Gerry Adams e del Sinn Fein, proprio per questo, dunque, l'espressione di Ricciardelli è quella che meglio rende lo stato d'animo con cui ho letto le varie dichiarazioni dei componenti del partito fondato da Gerry Adams e un'intervista rilasciata all'Huffington Post, una cui parte è qui riportata e tradotta.


Il Sinn Fein, partito della sinistra indipendentista irlandese, fondato da Gerry Adams, voterà Remain al referendum sulla Brexit: «Vorremmo vedere una Brexit dall'Irlanda» piuttosto che un'uscita dell'Inghilterra dall'UE, ha dichiarato Adams lo scorso 16 giugno.  Il Sinn Fein, dunque, farà campagna nell'Irlanda del Nord per votare 'Remain' al referendum di domani.
Viene qui riportato il passo dell'intervista, a firma di Oz Ozkaya, rilasciata nel medesimo giorno all'Huffington Post.

Leggi, invece, la posizione del Partito dei Lavoratori (Irlanda)


Gerry Adams, leader del Sinn Fein
Lei è sempre stato un sostenitore pro-UE o c’è stato un momento in cui era contro?
«C’è stato un tempo in cui i repubblicani erano contrari all’adesione all’UE. Tale posizione si è evoluta. Tuttavia, il Sinn Fein rimane critico su alcuni aspetti del progetto UE, come la profonda mancanza di democrazia al suo interno. Non sosteniamo un’Unione Europea in cui un piccolo numero di Stati Membri assuma da sé le decisioni per poi dettare la politica economica ad altri e a stati più piccoli. 

L’approccio del Sinn Fein riguardo l’UE può essere meglio descritto come un 'impegno critico'. 
Dove scorgiamo che vi siano misure che si muovono nell’interesse del popolo irlandese, le sosteniamo e le promuoviamo. Se, invece, non sono presenti, ci impegniamo per una campagna per il cambiamento. Non sosteniamo l’Unione in favore di un ulteriore accentramento dei poteri nelle mani di una burocrazia dell’UE non eletta da nessuno. 

I cittadini irlandesi non vogliono vivere in una provincia di un macro-Stato Europeo in cui i tecnocrati prendono decisioni. Il Sinn Fein ha combattuto e continuerà a farlo, per una sovranità nazionale migliore e più protetta e ha - inoltre - resistito a qualsiasi tentativo di minare o indebolire la neutralità irlandese. Il Sinn Fein sta lavorando per un diverso tipo di UE. 

Vogliamo costruire un’Europa sociale, in cui gli aspetti non democratici dell’attuale architettura europea siano riformati e in cui i cittadini (e i Parlamenti Nazionali) possano avere più voce nel formulare posizioni politiche positive, giacché parte dell’Unione. Vogliamo un Europa equa, di partenariato e solidarietà, in cui gli Stati Membri, in fasi di avversità, possano lavorare insieme con spirito di cooperazione. Le sfide che abbiamo di fronte, come ad esempio la crisi dei rifugiati ai confini d’Europa, richiedono azioni collettive e collaborative. 

L’UE dovrebbe affrontare i problemi che abbiamo di fronte e farlo in maniera collettiva, lavorando insieme per costruire opportunità e prosperità per i cittadini dell’Unione. L’UE ha, poi, sostenuto il processo di Pace in Irlanda e sostenuto progetti volti a promuovere la pace e la riconciliazione. 


Il Sinn Fein sostiene un UE che agisce nell’interesse dei cittadini, che rispetta l’indipendenza degli Stati,democratizzando ed incoraggiando la giustizia economica e sociale […] 

In sintesi, Il Sinn Fein ritiene che il posto dell’Irlanda sia all’interno dell’UE ma l’Unione ha bisogno di cambiare. Noi continueremo a lavorare per la fine dell’Europa ‘a due velocità’, per sostituirla con un’Europa Sociale che risponda alle necessità dei suoi cittadini. Di conseguenza, al referendum sulla Brexit, il Sinn Fein condurrà una campagna nel Nord (nell'Irlanda del Nord ndt) per rimanere all’interno dell’UE»

I sondaggi mostrano che il Regno Unito si sia diviso sulla questione del ‘leave’ o del ‘remain’ ma, detto questo, il Sinn Fein, il SDLP, l’Alleanza e il Partito Unionista dell’Ulster, l’SNP, i Labour, un buon numero di conservatori, i liberal-democratici e i Verdi sono tutti contro la Brexit. Con la maggior parte dei partiti che vogliono rimanere, come possono essere questi i sondaggi che mostrano come la maggior parte delle persone sia divisa sulla questione, qual è la sua opinione? 
«I sondaggi non sempre hanno ragione, così come alle scorse elezioni quando i Tories conquistarono la maggioranza. L’unico sondaggio che conta sarà quando il 23 giugno la gente si esprimerà».

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