martedì 7 giugno 2016

Gli sviluppi politici in Grecia e la 'Brexit'

Traduzione in italiano dell'articolo apparso sul network del KKE 902.gr e in inglese sul blog 'in defense of communism'

I relatori dell'iniziativa
Iniziativa politica riuscita, quella organizzata dalla cellula del KKE in Gran Bretagna e che ha avuto luogo a Londra, con ospite - tra i relatori - Giorgios Marinos dell’ufficio politico del Partito. Il tema dell’iniziativa è stato: «Gli sviluppi politici in Grecia, gli inglesi e il referendum contro l’UE: le posizioni del KKE». Un grande numero di immigrati greci ha presenziato all’iniziativa, così come di inglesi stessi. Nel suo discorso introduttivo, Marinos, ha fatto riferimento alle politiche antipopolari del governo di coalizione SYRIZA-ANEL: «Il percorso politico di questo governo deve essere condannato nella coscienza dei popoli: è una condizione necessaria per lo sviluppo della lotta di classe e di confronto di false posizioni che sono a favore del bipolarismo tra SYRIZA e Nea Dimokrathìa». Marinos, poi, ha sottolineato: «Abbiamo testato cos’è il cosiddetto governo di 'sinistra' e le sue politiche hanno confermato ciò che il KKE ha detto sin dall’inizio, cioè che i governi di gestione borghese che ‘indossano la maschera della sinistra’, al fine di intrappolare grandi forze popolari, sono utili agli interessi del grande capitale, provocano danni al movimento operai e cercano di trasformarlo in uno strumento di collaborazione di classe per il sostegno allo sviluppo del capitalismo. Questo è il ruolo della socialdemocrazia e del centro-sinistra, dimostrato chiaramente dall’esperienza di Francia, Italia, Cipro, Portogallo, Brasile e altri paesi», ha sottolineato il componente dell’ufficio politico del KKE. 

Per quanto riguarda il referendum che si terrà il 23 giugno in Gran Bretagna, Marinos ha dichiarato: «Apprezziamo il fatto che una gran parte della classe operaia inglese dica ‘No’ all’UE. Il Movimento comunista ha l’obbligo di sfruttare le contraddizioni del campo imperialista, attraverso il rafforzamento della lotta ideologica e politica, che sarà alimentata dalla lotta per il rovesciamento del capitalismo». Marinos ha poi aggiunto: «Molti Stati non sono membri dell’UE, molti governi borghesi di ogni colore politico hanno testato 'l’una o l’altra versione' (centrodestra e centrosinistra / democratici e repubblicani / conservatori e progressisti e varie declinazioni del bipolarismo mondiale ndt) ma il denominatore comune (in tutti i continenti) è da un lato l’accumulo di ricchezza sulla povertà e dall’altro il mantenimento del sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Le divisioni tra i monopoli che si contendono su posizioni tra ’Sì’ e ‘No’ per il proprio interesse, prevede la possibilità per il movimento comunista e operaio di affrontare l’illusione che l’uscita dall’UE e dall’Eurozona della Gran Bretagna porti - di per sé - un cambiamento radicale senza connettere il tema necessario dell’uscita con la lotta per l’abbattimento del capitalismo».

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