lunedì 27 giugno 2016

Gloria La Riva, la candidata comunista (di cui nessuno parla) alle presidenziali americane

«Trump è un bigotto disgustoso, l’incarnazione dei peggiori eccessi del sistema capitalista, non ci sono parole forti abbastanza per descriverlo. D’altra parte, però, Hilary Clinton non è da meno: è un evidente strumento di Wall Street e patentemente guerrafondaia. Il Partito Democratico non può fermare l’ascesa dell’estrema destra (rappresentata da Trump), può farlo solo un movimento di massa che propone un nuovo modello di società. L’establishment dei democratici sta conducendo una serrata campagna sul meno peggio, sostenendo che l’unico modo per battere Donald Trump è quello di sostenere Hilary Clinton (e rimpinguare le linee dei partiti che già la sostengono). Bisogna, in realtà, votare per il PSL e lottare per una società socialista in cui il diritto all’istruzione, all’alloggio, all’assistenza sanitaria e il lavoro vengano garantiti».
A parlare non è un esponente di un qualsiasi partito comunista europeo o mondiale, bensì americano. Gloria La Riva, infatti, è la candidata alle presidenziali statunitensi per il PSL (Party for Socialism and Liberation), piccolo partito che non si cela dietro a giri di parole e non stenta nel definirsi comunista (addirittura marxista!). Il PSL è definito, negli USA, come third party: tale classificazione sta a indicare tutti quei partiti politici che, negli Stati che vanno a comporre gli USA, non si affiliano ai due partiti maggiori (Partito Repubblicano e Partito Democratico) e che - genericamente - candidano un proprio Presidente alle elezioni, indipendentemente dai due principali sopracitati. I maggiori third party sono il Partito Verde (Green Party), il Partito Libertario (Libertarian Party) e il Partito per la Costituzione (Constitution Party).
Gloria La riva, in ogni caso, è già stata candidata alle presidenziali come Vice Presidente nel 1984, 1988, 1996 e 2000 per il Workers World Party, una delle molte organizzazioni comuniste americane ma il salto lo fece nel 2004 quando partecipò alla costituzione del PSL, in uscita dal Workers World Party.
Negli Usa, insomma, c'è anche una candidata comunista alle elezioni Presidenziali.

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