giovedì 30 giugno 2016

Sacramento: vittoria sui fascisti


Un militante del Party for Socialism and Liberation - PSL (in foto) manifesta contro i fascisti a Sacramento nonostante gli sia stato spruzzato dello spray al pepe dagli «white supremacists», i suprematisti bianchi (fascisti, neonazisti e affini). 

Nella giornata del 26 giugno, i fascisti avrebbero dovuto tenere una riunione nel 'California State Capitol building' (il 'Campidoglio' di Sacramento ndt) ma gli antifascisti, accorsi da tutto il nord della California, hanno occupato i gradini e la zona antistante al palazzo fin dalla mattina, così da poter evitare che la riunione razzista si tenesse. 
La polizia ha schiacciato sui lati della strada i manifestanti antifascisti per consentire l'ingresso di fascisti e neonazisti nel palazzo ma questi hanno resistito, così come hanno retto l'urto delle ondate degli «white supremacists» che, a più riprese, hanno tentato di aprirsi un varco tra gli antifascisti per poter entrare nel palazzo.
«I circa 500 manifestanti antifascisti che hanno presidiato il territorio antistante al palazzo - riporta Liberation news, il quotidiano online del PSL - Party for Socialism and Liberation - erano di vario orientamento politico, di varia provenienza territoriale ed età ma erano tutti uniti contro l’odio e la predicazione delle idee razziste. La dimostrazione è stata sostenuta da vari gruppi tra cui gli Antica Sacramento e i componenti delle associazioni contro le violenze della Polizia, il Partito laburista progressista, il PSL e vari collettivi anarchici. Un militante del PSL è stato aggredito, picchiato e gli è stato spruzzato dello spray al pepe dai fascisti, tuttavia è stato salvato dai manifestanti ed è - ora - in ottime condizioni. Durante uno scontro almeno quattro manifestanti antifascisti sono stati accoltellati».

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