Continua la repressione di Kiev nei confronti dei comunisti

Arresto sommario dell'ex deputata comunista Alla Aleksandrovska. In Ucraina continuano le persecuzioni nei confronti dei comunisti

Il governo anticomunista dell’Ucraina continua ad attaccare i componenti del Partito Comunista. L’ex deputata del Partito Comunista Ucraino Alla Aleksandrovska è stata arrestata con l’accusa di “corruzione” e “separatismo. L’avvocato della Aleksandrovska, Oleksandr Shadrin, ha confermato la detenzione ma osservandone l’illegalità, per quanto riguarda l’attuazione del Codice di Procedura Penale. Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha affermato che la Aleksandrovskae suo figlio hanno tentato di corrompere i deputati di consigli locali nella regione orientale di Kharkiv, al fine di ratificare la legge sul “federalismo”. L’SBU ha poi sostenuto che i membri del PCU lavorano con l’intelligence russa. 

Il caso del canale tv 'Gamma'


In precedenza il Governo ucraino ha avviato una procedura per vietare il canale Tv “Gamma”, a seguito della trasmissione in cui è stato invitato il segretario del Partito Comunista Ucraino Petro Symonenko nel Giorno della Vittoria. Symonenko nel discorso ha chiesto l’attuazione incondizionata degli accordi di Minsk, condannando il cambio dei nomi delle strade delle città, dopo che sono stati inseriti i nomi dei collaboratori di Hitler nella toponomastica senza il consenso della popolazione locale. Il PCU, infine, ha fatto appello alla solidarietà internazionale contro la violazione della libertà d’espressione in Ucraina.

Nella giornata di venerdì 24 luglio (2015) una scarna agenzia ANSA, poi ripresa dalla quasi totalità dei siti di quotidiani e periodici online, si leggeva: «E’ stato bandito il partito comunista in Ucraina, dove il governo filo-occidentale ha dato il via a una riforma per liberare il Paese dal retaggio sovietico con una controversa legge che equipara comunismo e nazismo». Mentre, sempre il 24 luglio 2015, così come riportava Sinistraineuropa.it, il Servizio stampa della Sicurezza Nazionale e del Consiglio di Difesa dell’Ucraina twittava così tramite l’account ufficiale, riportando le parole del segretario del Consiglio di sicurezza, Oleksandr Turcinov: «Oggi è un giorno di giustizia storica: il Partito Comunista Ucraino perde il proprio diritto di di essere il soggetto del processo elettorale». Comune perifrasi per evitare di dire che il Partito Comunista Ucraino è stato interdetto dalla presentazione di liste alle prossime imminenti elezioni locali.

Non solo i comunisti 

La messa al bando e l’interdizione dal processo elettorale è stata riservata anche al Partito dei Contadini e dei Lavoratori e al Partito comunista (ricostituito), oltre che alle due organizzazioni Blocco Russo e Unità Russa, e ad ogni manifestazione sovietica. La legge del Governo Ucraino che equipara Nazismo e Comunismo, proibisce anche che vengano cantati l’Inno Sovietico, l’Internazionale dato che l’Ucraina ha approvato diverse leggi nel mese di aprile che hanno vietato l’uso di simboli di epoca sovietica e ha denunciato l’ideologia comunista. In forza di tali leggi, è stato condannato il periodo Sovietico e dichiarato come un «regime criminale che ha condotto politiche di terrorismo di stato».

Le reazioni dei Partiti Comunisti di Russia e Grecia


Il Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, in un lungo documento, in quella circostanza ha dichiarato: «[…] Il Presidium del CC del PCFR richiama l’attenzione sul fatto che la proibizione del Partito Comunista di Ucraina non è sufficientemente denunciata dagli strumenti di informazione di massa russi. Noi crediamo che questa situazione sia inaccettabile. Non abbiamo dubbi: gli ammiratori dell’ideologia della destra liberale simpatizzano per la giunta di Kiev. Qualsiasi giornalista che si consideri un professionista onesto è tenuto oggi ad alzare la voce in difesa di coloro i cui diritti e libertà sono violati nel modo più cinico e le cui vite sono in pericolo. Il Presidium del CC del PCFR fa appello al presidente e a chi dirige il governo della Russia perché si adotti una posizione energica e si riaffermi la fedeltà verso l’eredità dei padri e dei nonni – vincitori del fascismo. Occorre offrire il massimo sostegno alle repubbliche del Donbass e risolvere la questione con il loro riconoscimento ufficiale. Tale richiesta è stata avanzata già da molto tempo»

Il KKE (Partito Comunista di Grecia) aveva rilasciato una nota alla stampa in cui si poteva leggere: «Il KKE denuncia la decisione delle autorità giudiziarie ucraine di bandire definitivamente il Partito Comunista dell’Ucraina. Il governo reazionario di Kiev, con il sostegno degli Stati Uniti-UE e con l’attività aperta di nazionalisti e fascisti, hanno ultimato questo atto profondamente antidemocratico, dopo il processo-farsa e il rinnovo del suo ‘arsenale legislativo’ anti-comunista. Costoro stanno chiaramente prendendo in giro se stessi, se pensano di poter sottomettere la militanza dei comunisti e di mettere un freno alla superiorità della ideologia comunista utilizzando misure repressive. Il KKE esprime la sua solidarietà Partito Comunista dell’Ucraina e rafforzerà ancora di più la sua attività in Grecia e in Europa fino al completo annullamento delle leggi e dei divieti anti-comunisti in Ucraina».

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