giovedì 4 agosto 2016

Palestina, solidarietà con la lotta di Ahmad Saadat

Traduzione delle dichiarazioni del KKE e PCL (Partito Comunista Libanese) riguardo lo sciopero della fame condotto da Ahmad Sadaat (Segretario Generale del FLP - Fronte per la Liberazione della Palestina)

KKE - Partito Comunista di Grecia


Il KKE chiede l’immediato rilascio delle migliaia di detenuti politici palestinesi che si trovano nelle carceri israeliane. Il Partito saluta, poi, la lotta dello sciopero della fame, portata avanti anche dal Segretario generale del Fronte per la Liberazione della Palestina, Ahmad Saadat. Tale azione esprime la propria solidarietà con la lotta multiforme del popolo palestinese contro l’occupazione israeliana e per uno Stato palestinese indipendente basato sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale. Lo stato di Israele ha continuato, per molti decenni, ad attuare le forme più barbare di oppressione contro il popolo palestinese e i suoi attivisti e militanti. In effetti, questa linea politica barbara è stata premiata dalle Nazioni Unite, con la “intronizzazione” dell’ambasciatore israeliano come capo del “Legal Committee”

Israele continua le proprie politiche barbare sostenuto dagli Stati Uniti, UE, NATO e dai loro alleati ben noti nella zona mediorientale. Il KKE chiama la classe operaia e il popolo della Grecia ad intensificare la loro solidarietà col popolo palestinese, per denunciare le politiche del governo SYRIZA-ANEL che, fedele agli interessi del Capitale, esalta le proprie relazioni (comprese quelle sul piano militare) con l’imperialista stato israeliano. 

PCL - Partito Comunista Libanese


Solidarietà arriva anche dal Libano e dal Partito Comunista Libanese: il PCL «richiede la massima solidarietà araba ed internazionale con quei prigionieri detenuti nelle carceri degli occupanti israeliani».
«L’occupazione continua nelle sue azioni provocatorie ed oppressive attraverso il trasferimento del compagno Saadat in celle di isolamento solo dopo l’adesione agli scioperi della fame. Questa eroica battaglia dei detenuti è solo uno degli onorevoli lati della Resistenza palestinese e del suo popolo che lotta per il suo Stato indipendente, per il diritto al ritorno di tutti i profughi alle loro case, per la liberazione di tutti i prigionieri e i detenuti»

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