Il Partito Comunista Portoghese e la campagna per le "autarquicas" (le elezioni amministrative)

di João Freitas 

Jerónimo de Sousa ha iniziato il 16 settembre, a Vendas Novas, la propria campagna che lo condurrà attraverso nove contee e distretti nei quartieri di Évora e Beja - come anche in Alentejo. 
Nel corso delle prime battute della campagna appena intrapresa, il segretario del PCP Jerónimo de Sousa ha accompagnato João Teresa Ribeiro, candidata della C.D.U. (Coligação Democrática Unitária) al municipio di Vendas Novas. Sousa e Teresa Ribeiro hanno avuto modo di entrare in contatto con la popolazione del posto e chiacchierare con i commercianti locali, così da mantenere saldo il rapporto fra i militanti dei due partiti (PCP - PEV, Partito Comunista Portoghese, Partito Ecologista Verde) con i più vari strati della popolazione. Tra i cento attivisti e sostenitori che guidavano l'entourage, era presente Clarisse Fernandes (candidata al Consiglio Comunale), César Florindo e Júlio Boavista (entrambi candidati ai consigli Vendas Novas e Ladeira). Il motto di questa marcia era “Vendas Novas merita di più e meglio”

Nel programma elettorale che i militanti stanno distribuendo, la CDU propone di sviluppare i servizi di igienizzazione e pulizia delle strade, migliorare la rete stradale e la pianificazione urbana, rinvigorire e sostenere attività sportive, culturali e di svago tanto a sostegno dei più anziani quanto nei confronti di quelli più giovani. Oltre a questo, la promozione del commercio locale e delle industrie, il sostegno all'istruzione e ai pompieri volontari fino all'assistenza per l’acquisto di medicinali. 
Un manifesto elettorale della CDU (Coligação Democrática Unitária - 
Alleanza Democratica Unitaria) per le vie di Lisbona - Novembre 2015 © ph. Marco Piccinelli
La CDU mira a conquistare i comuni perduti 4 anni fa. È stata questa la frase pronunciata da João Teresa Ribeiro, accompagnata dal segretario generale del PCP e dal deputato eletto ad Évora all'Assemblea della Repubblica (João Oliveira). Senza sostenere alcun intervento nel corso della campagna, Jerónimo de Sousa ha dato solo brevi dichiarazioni ai media durante il percorso per le città sopra citate. Incalzato da una stazione radio locale, Jerónimo de Sousa non ha negato la volontà di riconquistare Vendas Novas e riportarla in seno al progetto della CDU. 

D'altro canto, ricorda che la sua presenza, come anche quella del PCP non si esaurisce solo nell’ambito della campagna elettorale, evocando la forte presenza di leader e deputati eletti per la difesa dei diritti e degli interessi della popolazione locale, soprattutto nelle (tardive) proteste tardive per la difesa dei diritti della salute. 

Per quanto riguarda le notizie nazionali, circa la situazione finanziaria del debito portoghese valutata da un'agenzia di rating finanziaria, Jerónimo de Sousa ha dichiarato che la cosa più importante è quella di riconquistare la sovranità del Paese e non il rating millantato dagli speculatori. Nell’appena trascorso fine settimana, il percorso del Segretario Generale del Partito continua nel distretto di Évora, con una riunione a Montemor-o-Novo, una sessione in Androal e una cena a Borba.

Assassinato leader sindacale in Guatemala, è la vittima numero 87 dal novembre 2004


Tomas Francisco Ochoa Salazar, segretario del sindacato della società Brema (SITRABREMEN) è stato ucciso venerdì 1 settembre da alcuni “tiratori” a bordo di una moto. 
Il segretario si trovava assieme ad Andy Noel Godinez, anch’egli membro del sindacato e rimasto ferito. Il SITRABREMEN è una giovane organizzazione sindacale riconosciuta dal Ministero del Lavoro nel febbraio 2017. Secondo l’organizzazione, a seguito del suo riconoscimento è iniziata una campagna di rappresaglia culminata nel divieto di manifestazione e di molestia nei confronti dei leader del SITRABREMEN: l'ex Segretario Generale, infatti, si dimetterà improvvisamente in agosto, poco prima che il sindacato presentasse la propria proposta di contrattazione collettiva presso l’Ispettorato del Lavoro.
In Guatemala gli attivisti sindacali vengono spesso illegalmente licenziati, minacciati e assassinati: dal novembre 2004 sono stati uccisi 87 funzionari e dirigenti sindacali.

Il Partito Comunista in piazza con i sindacati di base il 27 ottobre per lo sciopero generale di tutti i lavoratori

Il 27 ottobre le sigle sindacali di base CUB, SGB, SI-COBAS, USI, SLAI COBAS hanno proclamato lo sciopero generale di tutti i lavoratori per l’intera giornata. Il Partito Comunista sostiene questa scelta e le ragioni dello sciopero; invita i lavoratori ad una massiccia partecipazione all’astensione dal lavoro e alle manifestazioni di piazza; guarda positivamente alla formazione di un fronte unitario sindacale di classe che, a partire dall’unità dei sindacati promotori dello sciopero, sta intercettando l’adesione di lavoratori, rappresentanti sindacali e dei settori più combattivi di altre forze sindacali in rotta con la linea delle proprie dirigenze.
Lo sciopero generale del 27 ottobre rappresenta l’occasione di rilancio e rafforzamento del conflitto di classe nei luoghi di lavoro, proprio nel momento in cui i primi barlumi di ripresa di settori dell’economia italiana, garantiscono un incremento dei profitti per il capitale realizzato tutto sulla pelle dei lavoratori, sull’incremento del loro sfruttamento, sulla cancellazione dei diritti e la diminuzione generalizzata dei salariali, con il ricordo a maggiore precarietà, e con l’aumento dell’età pensionabile. E’ necessaria una forte risposta da parte dei lavoratori, che va di pari passo con il rafforzamento del sindacalismo di classe.

Lo scorso 16 giugno lo sciopero unitario dei trasporti, promosso dalle stesse sigle sindacali, ha dimostrato tutta la forza di una proposta di mobilitazione basata sulla rottura delle politiche compromissorie adottate dalle dirigenze dei sindacati confederali, bloccando il trasporto di merci e persone in tutto il Paese. La prova dell’importanza della mobilitazione dei lavoratori è stata la risposta della classe padronale e dei partiti che ne difendono gli interessi. Finanza, Confindustria, partiti di governo e opposizione hanno tuonato contro l’iniziativa, chiedendo a gran voce provvedimenti che limitassero ulteriormente il diritto di sciopero, scatenando una campagna denigratoria contro i lavoratori, con l’appoggio degli apparati mediatici e la complicità esplicita delle dirigenze dei sindacati confederali. Ciò che il fronte padronale ha temuto è stata la capacità del sindacalismo di classe di rompere il monopolio confederale, ritagliarsi una posizione di primo piano conquistando ampi settori di lavoratori non iscritti che però hanno trovato condivisibili le parola d’ordine di chi non ha chinato la testa.


Il 27 ottobre è anche una risposta a quanti, in un momento di possibile ripresa del conflitto di classe, intendono emanare provvedimenti reazionari con l’intenzione di dare una stretta ulteriore ad un diritto di sciopero, già largamente ridotto in questi anni. I piani più reazionari delle forze politiche borghesi possono essere sconfitti solo con la lotta aperta dei lavoratori: scioperare contro chi vuole ridurre il diritto di sciopero è l’unico modo per mostrare la forza dei lavoratori.

Il Partito Comunista sostiene le giuste rivendicazioni dei promotori dello sciopero del 27 ottobre. In particolare rappresenta un punto centrale la lotta contro le disparità salariali e di diritti tra lavoratori, per differenze di genere, e per porre fine alla competizione tra poveri che avviene nei luoghi di lavoro tra lavoratori italiani e immigrati, foraggiata e sostenuta dal capitale per dividere la classe lavoratrice e ottenere condizioni di maggiore sfruttamento. Il PC sostiene le richieste su abbassamento dell’età pensionabile, incremento di salari e riduzione degli orari di lavoro; ritiene importante legare queste rivendicazioni all’opposizione alle politiche imperialiste, alla lotta per la sanità e l’istruzione pubblica, alla condanna dei processi di privatizzazione in atto, ad una netta presa di posizione sui provvedimenti legislativi e gli accordi, come quello del 10 gennaio, che riducono i margini d’azione e di lotta del sindacato e di tutti i lavoratori.

Non è più tempo di battaglie di retroguardia, o di vani tentativi di concertazione, o illusioni su riforme. La crisi economica, i provvedimenti dei governi che in questi anni hanno cancellato sistematicamente ogni diritto conquistato dalle lotte del movimento operaio nel dopoguerra, dimostrano chiaramente che i lavoratori potranno conquistare definitivamente i loro diritti solo con l’abbattimento del sistema di dominio del capitale, con la conquista del potere diretto nelle mani dei lavoratori, con una società socialista.

Per tutte queste ragioni il PC sarà in piazza, invitando alla più larga mobilitazione nella data del 27 ottobre, e lavorando affinché i lavoratori delle altre organizzazioni sindacali conducano una lotta per l’adesione di tutti i sindacati di base e dei settori, di categoria o singoli posti di lavoro, per estendere e rafforzare la mobilitazione.

Cile, il Frente Amplio si presenta: il progetto economico di Beatriz Sanchez

Quest’oggi è stato presentato il progetto economico del programma della candidata alla Presidenza del Cile del Frente Amplio (1 - vd nota a fine articolo)
Fino ad ora, nessun candidato aveva effettuato una proposta così completa e ancor meno autofinanziandosi. Beatriz Sánchez ha annunciato inoltre la realizzazione di una consultazione popolare nel mese di settembre, in cui saranno precisate le priorità ancora da definire con specifici atti preventivi e concludendo così il processo partecipativo del Programma di Governo del Frente Amplio.
Ad accompagnare la candidata vi erano Claudia Sanhueza, Nicolás Grau, José Luis Ugarte, Daniela Manuschevich y Ramón López: tutti accademici, con dottorati di ricerca ottenuti in diversi atenei del mondo e responsabili di questo settore nel programma del Frente Amplio.
Beatriz Sánchez ha iniziato analizzando le quattro ragioni per cui il Cile non cresce, segnalando che ciò è dovuto al fatto che si è esaurita la strategia di sviluppo economico: esiste un’alta concentrazione di ricchezza e potere, il saccheggio dell’ecosistema e un investimento insufficiente nel capitale umano (pensioni, istruzione e sanità). Di fronte a tutto ciò, ha segnalato la necessità di adottare principi per una nuova politica economica che contemplino la riattivazione economica senza indebitamento fiscale, la redistribuzione degli introiti, uno Stato che sia imprenditore e promuova la sostenibilità ambientale.
Per la sua messa in moto, la candidata ha indicato tre punti cardine:


  1. Piano nazionale d’investimenti (spinta all’innovazione, portfolio delle infrastrutture, investimento sociale per cambiare la vita degli individui) Nuove forme di produzione (decentramento dell’economia, sviluppo ecologico)
  2. Distribuzione degli incarichi e dei profitti dello sviluppo (rapporti lavorativi moderni ed equilibrati, giustizia tributaria). Successivamente, ha enumerato e dettagliato le proposte per ciascuno di questi tre punti contenuti nel documento di 59 pagine, coi grafici corrispondenti. Tra queste proposte, sottolineiamo la riduzione di 1.000 milioni di dollari in spese per la Difesa, provenienti dalla legge riservata al rame; il ripristino della tassa sul guadagno del capitale borsistico; la fine delle esenzioni tributarie ingiustificate; la creazione di una tassazione diversificata dell’IVA; la disintegrazione fiscale per le grandi aziende; royalties minerarie; tasse ai super ricchi del 50% sulle rendite superiorri a 150 milioni di dollari annuali.

Il simbolo del Frente Amplio

Ciò consentirà di triplicare la spesa pubblica per l’innovazione, dando impulso a piccole e medie imprese, nonché allo sviluppo di cooperative; diversificare l’attività imprenditoriale creando progetti in grado di riattivare l’economia e generare occupazione in modo massiccio. E consentirà anche un investimento pianificato per l’istruzione e per la sanità che garantisca l’effettivo esercizio dei diritti; riprendere l’investimento diretto dello Stato in materia di soluzioni abitative, condizioni di vita e sicurezza dei quartieri, nonché affrontare le sfide del cambiamento climatico, che includono acqua potabile, irrigazione e trasporto sostenibile.
Ha sottolineato che l’investimento sociale dovrà assicurare a ogni individuo l’accesso a un insieme di garanzie che gli consentano di avere una qualità della vita consona allo sviluppo del paese, come il caso del finanziamento a persone affidabili.
Un programma che assicuri un impulso allo sviluppo sostenibile, la redistribuzione della ricchezza e la garanzia dei diritti umani, suffragato da fonti di finanziamento chiare, a cui il paese è in condizione di attingere.

(1) Il Frente Amplio è una coalizione a cui hanno dato vita diversi partiti politici per porsi come alternativa al bipartitismo 
cileno. È stata formata, principalmente, da diversi gruppi della sinistra extraparlamentare (e non) come Izquierda libertaria, Igualdad, Revolucion Democratica, dagli ecologisti, dal Partito Umanista fino al piccolo Partito Liberale cileno, rifondato un pugno di anni fa.

Finlandia: aumentano le disuguaglianze, lo studio dell'Alleanza di sinistra/verde finlandese

«Il calcolo mostra nero su bianco che la politica governativa danneggia le persone a basso reddito il cui potere d’acquisto si sta deteriorando. A differenza di quanto il ministro delle finanze Petteri Orpo sostiene, in Finlandia c’è stata una ancor più netta divisione durante gli anni di governo Sipilä (2015-2018). Il Governo ha scelto di utilizzare le proprie risorse e le proprie entrate, infatti, principalmente per gli alti redditi a discapito delle fasce meno abbienti». Così in una nota Li Andersson, Presidente del Vasemmisto, alleanza di sinistra/verde finlandese. Lo studio presentato dai parlamentari del Vasemmisto rappresenta come il governo di «Juha Sipilä abbia aumentato la disparità di reddito in Finlandia», si legge in un comunicato del 4/9/2017 sul sito dell’Alleanza di sinistra/verde finlandese

Vasemmisto, elezioni municipali, Partito Comunista Finlandese

Il Vasemmisto, che se sarebbe più corretto usare il nome per esteso ovvero Vasemmistoliitto, è il quinto partito politico finlandese le cui percentuali si aggirano fra l'8% e il 9%. Alle municipali tenutesi a cavallo fra marzo e aprile il partito, infatti, ha avuto un significativo incremento, attestandosi all'8,8% di voti, caratterizzandosi come unica organizzazione politica, assieme al Partito Verde finlandese, che abbia aumentato i propri voti.

Suomen Komunisten Puoluen
Partito Comunista Finlandese
Bene anche, complessivamente, il Partito Comunista Finlandese: dopo cinque anni senza una presenza elettorale di questo tipo, riesce ad eleggere 2 consiglieri in due municipalità e ottenendo quasi 8.000 voti

Sostieni il McSciopero!

Il CPGB M-L (Partito Comunista della Gran Bretagna Marxista-Leninista) invita lavoratori e cittadini a sostenere il McSciopero, come recita il manifesto realizzato per l'iniziativa, dei dipendenti di McDonald's. La manifestazione si terrà a Brixton, quartiere popolare londinese, al McDonald's di King's Cross  alle 5 del pomeriggio. 


Seguiranno aggiornamenti sia sul blog che sulla pagina Facebook L'internazionalismo.


Artista circense palestinese scarcerato dopo quasi due anni di detenzione nelle carceri israeliane


Mohammad Faisal Abu Sakha, un artista circense palestinese di 24 anni, è tornato in libertà la sera del 30 agosto dopo 20 mesi di detenzione amministrativa. 
Non avrebbe mai dovuto essere privato della sua libertà, ma considerato che la detenzione amministrativa può essere rinnovata di sei mesi in sei mesi e, teoricamente, avere durata indeterminata, il fatto che le autorità israeliane si siano risolte a rilasciarlo – anche grazie agli appelli locali e internazionali – va considerato una buona notizia. 

Mohammad Faisal Abu Sakha è un artista circense ed educatore della Scuola di Circo palestinese, di cui fa parte dal 2007. Nel 2011 si è specializzato nell’insegnamento ai bambini con difficoltà di apprendimento che frequentano la scuola. Il 14 dicembre 2015 i soldati israeliani di guardia al checkpoint di Zaatara lo avevano fermato mentre da casa dei suoi genitori, a Jenin, si stava recando a Birzeit, sede della Scuola. 
Secondo fonti non giudiziarie israeliane, Mohammad Faisal Abu Sakha avrebbe promosso il terrorismo tramite i social media. La detenzione amministrativa, motivata dalla presunta “minacciosità” della persona oggetto del provvedimento, non si basa su un’accusa formalizzata. Per questo, e poiché non vengono rese note eventuali prove, né i detenuti né i loro avvocati possono esercitare pienamente il diritto alla difesa, soprattutto quello di conoscere esattamente quali siano le imputazioni. Una situazione che riguarda centinaia di detenuti palestinesi.

Il Partito Comunista d'India a fianco dei lavoratori bancari e delle loro rivendicazioni

Il Segretario Generale del Partito Comunista d’India (CPI - Comunista Party of India) si è congratulato coi dipendenti di banca e rispettivi sindacati per aver osservato un intero giorno di sciopero in tutto il Paese (svoltosi il 22 agosto 2017). Lo “United Forum of Banks Unions” ha chiesto, fra le altre cose, l’adeguamento di capitali da fornire alle banche del settore pubblico dato che il Governo sembra voglia procedere con la privatizzazione delle banche PSU e si sta rifiutando di fornire adeguato capitale. Il Segretario del Partito Comunista d’India ha, infatti, dichiarato «il pieno appoggio dell’organizzazione alla rivendicazione dei lavoratori che hanno incrociato le braccia» ritenendo «che in un momento in cui il Paese ha bisogno di strutture bancarie, il Governo sta procedendo con una politica di fusione, accorpamento e privatizzazione».


«Abbattete la statua del fascista Italo Balbo», non succede in Italia ma... negli USA!

Non accade in Italia ma in uno dei paesi più razzisti e fascisti del globo: gli Stati Uniti d'America. 
Molti, però, potrebbero affermare che gli USA sono un paese molto vasto e in cui permangono delle contraddizioni, per far cadere quanto viene detto nelle prime due righe. Le chiacchiere, però, stanno a zero (e anche le perifrasi): la sostanza è sotto gli occhi di tuttii fatti di Charlottesville sono decisamente eloquenti

La statua dedicata ad Italo Balbo, in ogni caso, donata alla città di Chicago negli anni '30 del '900 da Benito Mussolini, è stata al centro di una manifestazione tenutasi il 23 agosto che ne chiedeva l'abbattimento. Liberation News, organo del PSL - Party for Socialism and Liberation, ha seguito la vicenda e realizzato un breve articolo che riportiamo integralmente.

«Il 23 agosto si è tenuta una manifestazione attorno al monumento fascista dedicato ad Italo Balbo, situato nelle vicinanze del memoriale della polizia di Chicago, chiedendo che il monumento venisse abbattuto. Questo monumento era stato donato alla città di Chicago nel 1933 dal fascista italiano Benito Mussolini. I manifestanti hanno inoltre chiesto di rinominare Balbo Avenue per intitolarla a Ida B. Wells. Sul monumento in questione è apposta la scritta: 
«L’Italia fascista, col patrocinio di Benito Mussolini, a Chicago»
Si chiedeva, inoltre, di rimuovere anche la statua del razzista Cistoforo Colombo. 
John Beacham di Answer Chicago (movimento pacifista e antirazzista della città) ha dichiarato: «il monumento dedicato ad Italo Balbo celebra il fascismo e per me rappresenta come gli Stati Uniti abbiano un vero e reale problema endemico con la questione suprematista bianca e il razzismo in generale. Dirò tutto questo al Sindaco Emanuel “dovrai buttare giù questo monumento fascista”. Non ci sono scusanti che tengano»
Continueremo a monitorare movimenti e manifestanti che, in ogni Stato del Paese, continueranno ad organizzarsi per chiedere di abbattere ogni simbolo fascista e razzista nelle proprie città e comunità».

Un momento della dimostrazione di Chicago.


I Partiti Comunisti e Operai denunciano il "festival" anticomunista organizzato dalla Presidenza Estone del Consiglio d'Europa

Il 23 Agosto (ieri) si è svolta la conferenza dal nome «L'eredità nel XXI secolo dei reati commessi dai regimi comunisti» a Tallinn (Estonia) nell'ambito della «Conferenza commemorativa per le vittime del comunismo e del nazismo». L'internazionale dei Partiti Comunisti e Operai ha espresso una chiara contrarietà nei confronti di chi vuole falsificare la storia equiparando «comunismo, fascismo e nazismo». Qui, la traduzione del documento, sottoscritto da 61 partiti comunisti d'Europa e del Mondo apparso sul sito internazionale del KKE.

Stop Anticomunismo
I Partiti Comunisti e Operai denunciano il “festival” anticomunista organizzato dalla Presidenza Estone del Consiglio Europeo nell’ambito della cosiddetta “Giornata europea in memoria delle vittime dei regimi totalitari” - così come l’UE negli anni recenti ha tentato di istituirla per il 23 agosto. Il “festival” anticomunista mira a calunniare il socialismo, e i suoi successi senza precedenti per i lavoratori. Mira a falsificare la storia fino ad equiparare fascismo e comunismo: storicamente è inaccettabile. Non si possono paragonare le atrocità del fascismo al comunismo. L’identificazione provocatoria del comunismo col fascismo significa esonerare il fascismo dalla pancia che lo ha nutrito e tutt’ora nutre: il sistema di sfruttamento capitalistico. Per questo motivo, quando i comunisti vengono perseguitati, condannati e le organizzazioni comuniste vengono bandite in un buon numero di Paesi dell’Unione Europea, vengono concessi, d'altra parte, ai collaboratori dei nazisti (e ai loro discendenti politici) onori e pensioni. I lavoratori, i popoli possono ora trarre le proprie conclusioni sull’escalation riguardante l’anticomunismo che va di pari passo con l’intensificazione alle misure di austerità, alla restrizione dei diritti dei lavoratori, alla libertà di muovere nuove guerre imperialiste.
La verità, infine, si mostrerà chiara, nonostante tutto.
Cento anni dopo la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, la superiorità del sistema socialista non può essere nascosta, nonostante le tonnellate di infamia e fango che vengono scritte e lanciate. I popoli, attraverso la loro lotta, troveranno il cammino verso una società, il socialismo-comunismo, in cui la ricchezza apparterrà a coloro che la producono.



  1. Communist Party of Albania
  2. Algerian Party for Democracy and Socialism (PADS)
  3. Communist Party of Australia
  4. Party of Labour of Austria
  5. Communist Party of Azerbadjan
  6. Communist Party of Bangladesh
  7. Belarusian Communist Party of Workers-Section of the CPSU
  8. Brazilian Communist Party
  9. Communist Party of Brazil
  10. Communist Party of Britain
  11. Socialist Workers Party of Croatia
  12. AKEL, Cyprus
  13. Communist Party of Bohemia & Moravia
  14. Communist Party of Denmark
  15. Communist Party of Estonia
  16. Communist Party of Finland
  17. Communist Workers` Party for Peace and Socialism (Finland)
  18. Pole of Communist Revival in France
  19. Revolutionary Communist Party (France)
  20. Communist Revolutionary Party of France
  21. Unified Communist Party of Georgia
  22. German Communist Party
  23. Communist Party of Greece
  24. Hungarian Workers’ Party
  25. Communist Party of India
  26. Communist Party of India (Marxist)
  27. Tudeh Party of Iran
  28. Communist Party of Ireland
  29. Workers Party of Ireland 
  30. Communist Party of Israel
  31. Communist Party (Italy)
  32. Socialist Movement of Kazakhstan
  33. Communist Party of Kazakhstan-section of CPSU
  34. Socialist Party of Latvia
  35. Communist Party of Latvia
  36. Communist Party of Luxembourg
  37. Communist Party of Malta
  38. Communist Party of Mexico
  39. Popular Socialist Party of Mexico
  40. Communist Party of Moldova-section of CPSU
  41. New Communist Party of the Netherlands
  42. Palestinian Communist Party
  43. Paraguayan Communist Party
  44. Peruan Communist Party
  45. Communist Party of Poland
  46. Communist Party of Puerto Rico
  47. Socialist Party of Romania
  48. Romanian Communist Party
  49. Romanian Communist Party XXI Century
  50. Communist Party of the Russian Federation
  51. Russian Communist Workers’ Party
  52. Communist Party of Soviet Union
  53. Communist Party of Sri Lanka
  54. Communist Party of the Peoples of Spain
  55. Communist Party of Sweden
  56. Syrian Communist Party
  57. Communist Party of Tadjikistan
  58. Communist Party of Transdnisteria-section of CPSU
  59. Communist Party of Turkey
  60. Communist Party of Ukraine
  61. Union of Communists in Ukraine

Dichiarazioni del PCPE (Spagna) e KKE (Grecia) a seguito dell'attacco di Barcelona

Le dichiarazioni del PCPE (Spagna) e del KKE (Grecia) a seguito dell'attentato del 17 agosto avvenuto a Barcelona e del secondo episodio, anch'esso rivendicato dall'ISIS, avvenuto a Cambrils. La nota del PCPE  è stata tradotta da Lariscossa.com, quella del KKE dal curatore del blog. 

PCPE - Spagna (Partito Comunista dei Popoli di Spagna)

Sull’attentato avvenuto ieri (17 nda) a Barcellona, la Segreteria Politica del PCPE esprime la sua più ferma condanna dello stesso e la sua piena solidarietà con le vittime, i loro familiari e l’insieme del popolo di Barcellona che è stato colpito da quest’atto terrorista. Attentati come quello di ieri, ma anche i recenti di Londra, Parigi, Nizza o Berlino, non sono atti isolati, ma si inquadrano in una situazione internazionale molto concreta in cui le vittime sono sempre i lavoratori e i popoli. 
Lo Stato Islamico, che ha rivendicato l’attentato, è una creazione delle potenze imperialiste occidentali. Sia gli Stati Uniti così come l’Unione Europea hanno finanziato, legittimato e armato questo gruppo per convertirlo in un fattore destabilizzatore in Medio Oriente, alleato dei propri interessi geostrategici. 

I Governi spagnoli sono stati parte attiva di queste manovre, appoggiando la fornitura di armi a gruppi terroristi in Siria, intervenendo militarmente in Iraq, Siria e Afghanistan e cedendo nostra terra, nostro mare e nostra aria per facilitare aggressioni e ingerenze in Asia e Africa. Sappiamo perfettamente chi sono i complici di ciò che è avvenuto ieri a Barcellona. Sia il Governo che la Casa Reale sono fermi alleati di coloro che direttamente appoggiano e finanziano il terrorismo jihadista, come Arabia Saudita e il resto delle monarchie del Golfo. Allo stesso tempo, sono quelli che fomentano e diffondono il terrorismo in paesi come il Venezuela. 

In momenti come questo non c’è posto per posizioni ambigue. 

E’ necessario marcare una chiara linea divisoria tra chi fomenta le guerre e chi le subisce. Da un lato, coloro che appoggiano e partecipano alle guerre imperialiste, che fomentano il terrorismo e si beneficiano del saccheggio e spoliazione di paesi interi per poi mantenere in condizioni disumane i rifugiati nei CIE o nelle frontiere di Ceuta e Melilla. 
Dall’altro lato, la classe operaia e il popolo lavoratore, che ha espresso in modo contundente la sua solidarietà attraverso molteplici modi, ma soprattutto per mezzo del personale sanitario – che ha lavorato tutta la notte per ricevere le massicce donazioni di sangue -, dei tassisti – che hanno offerto trasporto gratuito a chi lo necessitava durante le ore successive l’attentato – o dei dipendenti di Eulen [dell’aeroporto El Prat di Barcellona, ndr] che, nonostante gli attacchi mediatici che stanno subendo per la loro lotta contro l’impresa e il Governo, hanno sospeso temporaneamente il loro sciopero indefinito. 
Nei prossimi giorni dovremo affrontare episodi di manipolazione politica e tentativi di collocare la maggioranza della classe operaia e del popolo lavoratore dietro bandiere estranee con fini antidemocratici, antioperaie e repressivi. 

Dovremo affrontare una campagna di xenofobia e razzismo contro la popolazione araba e/o musulmana. Per questo, il PCPE fa il seguente appello: 

  1.  Incrementiamo la lotta contro l’imperialismo e le sue guerre. 
  2. Dobbiamo denunciare i colpevoli di questi attacchi e i loro complici che favoriscono, con le loro aggressioni e le loro alleanze in paesi terzi, lo sviluppo di organizzazioni assassine come lo Stato Islamico. 
  3. Lottiamo decisamente contro il razzismo, la xenofobia e ogni forma di reazione, sviluppando ampiamente la solidarietà con la popolazione araba e/o musulmana che vive in Spagna. 
  4. Né terra né mare né aria per gli imperialisti e i loro gruppi terroristi! Solidarietà internazionalista e di classe contro la reazione!

KKE (Grecia) - Partito Comunista di Grecia 


Il Partito Comunista di Grecia (KKE) condanna l’attacco omicida di Barcelona ed esprime le proprie condoglianze alle famiglie e alle vittime. Il KKE esprime la propria solidarietà al popolo spagnolo il quale ora può comprendere, come il resto dei popoli, che questi attacchi si verificano sulla base dell’acuirsi della competizione inter-imperialistica, degli interventi dei paesi imperialisti e delle guerre iniziate dagli stessi per terrorizzare i popoli, espandere le misure di repressione, rafforzare xenofobia e intimidazione. 
Ecco perché dobbiamo rafforzare la nostra prontezza militante e vigilare contro interventi e guerre, contro piani pericolosi e meccanismi criminali che vengono attivati a scapito dei popoli.

KKE: «In ogni caso, quella di Macron non può essere considerata una "vittoria" per il popolo francese»

Si riporta la traduzione del comunicato stampa del Comitato Centrale del KKE (Partito Comunista Greco) a seguito della vittoria del candidato Emmanuel Macron al ballottaggio delle presidenziali francesi, avvenuto nella giornata di ieri. 

«Il dominio elettorale di Macron sulla Le Pen rappresenta una vittoria per quei settori del Capitale che sono fermamente orientati all’UE, all’Eurozona, al contrario di quelli che mettono in dubbio questo corso per i propri interessi. In nessun caso, in nessuna circostanza, quella di Macron può essere considerata una ‘vittoria’ per il popolo francese. E, come per i suoi predecessori, il signor Macron metterà in ginocchio il popolo francese con nuove misure a favore del Capitale. Per queste ragioni tutti coloro che - anche in Grecia - stanno parlando di “vittoria mozzafiato” e di “aria nuova” saranno smascherati, così come è accaduto con Hollande».


KKE: «Supporto alla classe operaia e al popolo della Russia»

L’ufficio stampa del Comitato Centrale del KKE ha diramato una nota per quanto riguarda l’espolsione avvenuta nella metro a Leningrado (San Pietroburgo): «Il KKE denuncia nella maniera più categorica l’atto criminale che ha avuto luogo nella metropolitana della città di Leningrado e che ha portato a morti e feriti gravi di decine di persone. Questi atti non sono estranei alle contraddizioni e agli antagonismi che si stanno manifestando (in questa fase ndt) utilizzati in varie forme, avendo come vittime i lavoratori. Il KKE esprime il suo sostegno alla classe operaia e al popolo della Russia, che ha già pagato un prezzo altrettanto elevato di sangue, e che ancora una volta sta fronteggiando una delle conseguenze della restaurazione capitalista».
Il Segretario Generale del KKE (Partito Comunista di Grecia)
Dimitris Koutsoumpas

Guyana, solidarietà di classe coi lavoratori in lotta da parte del PCRF

Il Partito Comunista Rivoluzionario di Francia (PCRF) desidera esprimere la propria solidarietà di classe con i lavoratori e i giovani della Guyana, impegnati in una lotta esemplare per le loro legittime richieste in materia di posti di lavoro, servizi pubblici e sicurezza. La situazione catastrofica economica e sociale della Guyana (tasso di disoccupazione al 22%, una famiglia su quattro vive al di sotto della soglia di povertà, migliaia di bambini non scolarizzati, migliaia di residenti senza elettricità, etc.) affonda le proprie radici sia nella crisi del sistema capitalista, che colpisce essenzialmente le masse; sia nell'eredità di un ordine coloniale che lo status di "dipartimento d'oltremare" non ha fatto scomparire. 
Il PCRF supporta pienamente le lotte e i blocchi della popolazione, aumentati nel corso della scorsa settimana, facendo in modo che si uniscano nell’azione e nello sciopero generale i lavoratori di EDF (azienda dell’energia elettrica ndt), della sanità, dell'istruzione, dell'agricoltura, e tutti gli strati della popolazione, vittime degli effetti del capitalismo parassitario che prevale in Guyana.


USA: «Trump si combatte con un programma socialista»

Traduzione dell'intervista realizzata dal giornale online del TKP (Partito Comunista Turco) al Direttore di 'Liberation News', periodico del PSL - Party for Socialism and Liberation. Qui l'intervista integrale .

Come valuta il programma politico di Donald J. Trump nei confronti della classe operaia americana? Ha ritirato, già, il TPP (il trattato di libero scambio analogo al TTIP che vedeva coinvolti USA e UE), ha tenuto un discorso anti-libero commercio, vuole imprese che investano negli Usa al fine di aumentare l’occupazione e così via. Cosa vi aspettate, dunque, dall’amministrazione Trump? Ha un nuovo modello di riferimento? 
«L’immaginario di un Trump pro-lavoratori o pro-classe operaia, in realtà, rappresenta un inganno completo. Si tratta di un Governo di oligarchi e generali; il suo cosiddetto ‘programma di infrastrutture’ è in realtà, un “saccheggio all’ingrosso” del settore pubblico, dall’istruzione alle strade. I repubblicani, e il Partito Repubblicano, al Congresso stanno incoraggiando il Presidente Trump affinché si privatizzi anche il sistema pensionistico pubblico, la sicurezza sociale, così come il ‘Medicare’ e il ‘MedicAid’, provvedimenti che forniscono assistenza sanitaria ad indigenti ed anziani. Trump vuole tagliare drasticamente le tasse patrimoniali, ovvero sulle rendite; ha eliminato le restrizioni di vincolo ambientale, facendo in modo che le società energetiche e petrolifere traggano super-profitti dalle trivellazioni. Il primo ordine esecutivo di Trump è stato quello di abolire un beneficio fiscale che era stato progettato per aiutare i proprietari a basso reddito. 

Una delegazione del PSL alla Women's March il 21 gennaio
Pochi giorni dopo ha annunciato l’espansione del muro di confine fra USA e Messico, subito dopo nuovi finanziamenti atti a favorire la deportazione dei lavoratori immigrati dal Paese. 
Non solo. Trump ha consegnato il Dipartimento del Lavoro ad un CEO di un celebre fast food il quale ha già manifestato la volontà di tagliare i salari ed aumentare il ricorso all’automazione; ha assegnato il Dipartimento del tesoro ad un gestore di un fondo speculativo; il Dipartimento della Pubblica istruzione a chi vuole privatizzare la scuola. Ecco perché Wall Street è sovreccitato da Trump. Qualsiasi distruzione che la sua amministrazione può portare nel mercato transatlantico - nonostante non avessimo voluto vedere approvato il TPP - sappiamo che egli può far fare incredibili profitti attraverso la distruzione del settore pubblico e non solo. I sindacati americani sono quasi unitariamente opposti a Trump e gli unici che lo appoggiano ora sono alcuni leader e capi di alcune organizzazioni afferenti ai settori commerciali e delle costruzioni, storicamente i più conservatori, razzisti e pro-imperialisti. Loro stessi, infatti, non si curano dell’impatto ambientale - ad esempio - degli oleodotti, del fatto che le tubazioni stanno distruggendo la terra dei popoli nativi, si preoccupano solo del fatto che creeranno più lavoro. Ma di quale lavoro stiamo parlando? Di un lavoro temporaneo! [...] Trump sta usando il razzismo come capro espiatorio per ritrarre se stesso come un difensore dei lavoratori americani, grazie anche ad un paio di acrobazie politiche ben pubblicizzate, soprattutto in favore di quelli bianchi. In verità il suo programma è rappresentante di un capitalismo sfrenato che devasta ulteriormente le condizioni di tutta la classe lavoratrice»

Durante la cerimonia d’insediamento di Trump si sono verificate numerosissime manifestazioni di dissenso contro di lui. Qual è la posizione del PSL? Vediamo svariati slogan a riguardo, molti manifestanti contengono anche contrassegni anti-russi (che ci fanno ricordare la ‘longa manus’ di Soros) e anche una sorta di ‘show’ dei democratici... 
«La coalizione di proteste anti Trump ha la propria àncora nel PSL. Il Governo ha cercato di bloccarci per mesi ma il giorno dell’inaugurazione, nonostante i controlli di sicurezza, milioni di persone si sono riversate a Washington D.C. e in svariate altre città per iniziative simultanee di dissenso. Siamo stati in prima linea delle proteste anti Trump fin dall’inizio della sua candidatura perché abbiamo ritenuto molto pericolosa la sua retorica di estrema destra, sappiamo che essa può crescere a causa della disaffezione delle persone nei confronti dello status quo. Molti liberali, in questa fase, ci hanno criticato dato che abbiamo preso la campagna di Trump sul serio mentre costoro pensavano fosse uno scherzo. Il PSL, in ogni caso, ha partecipato anche alla marcia delle donne il giorno dopo: la leadership del movimento, nato spontaneamente, mancava di regia organizzativa, nonostante fosse stata direzionata dal BlackLivesMatter. Da lì, in ogni caso, degli esponenti dell’“ala sinistra” del Partito Democratico si sono staccati dalla loro organizzazione politica e hanno partecipato al movimento di opposizione di massa. […] La principale campagna (ideologica e non) del PSL è stata, tuttavia, quella di porre il Partito Democratico nei reali termini in cui esso debba essere inscritto. Il Partito Democratico è il partito dello status-quo. Un partito imperialista che, alla fin fine, capitolerà assieme a Trump». 




La politica estera di Trump è davvero meno aggressiva di quella di Obama o della Clinton? Sta procedendo con una dura retorica contro la Cina, uomini a lui vicini considerano l’Iran come nemico e Israele un ‘caro amico’ del Medio Oriente... 
«No, Trump è un imperialista tout-court: sta aumentando le spese militari, il nuovo segretario della Difesa (eletto tanto dai Repubblicani quanto dai Democratici) è soprannominato ‘Mad Dog’. I funzionari in politica estera stanno ancora collocando la Russia come “minaccia superiore per la sicurezza degli USA”; ritengono che debba esserci un cambio di regime in Venezuela. Inoltre, Trump p afferma che l’errore principale in Iraq, da parte statunitense, fu “non prendere il petrolio” come invece egli afferma avrebbero dovuto. È un sostenitore di Israele al 100%, ha affermato che creerà delle ‘safe zones’ in Siria, stessa cosa dichiarata dalla Clinton in campagna elettorale»

Le proteste anti-Trump continueranno? Se sì, come? 
«Stanno continuando. La sfida principale per i socialisti sarà quella di continuare a dare voce ed energia a questa spinta rivoluzionaria, rompere con la strategia dei Democratici neoliberisti che vogliono portare le lotte ad un vicolo cieco, così come - allo stesso modo - mostrando l’alternativa ai Repubblicani di estrema destra. La risposta a Trump non è un ritorno al ‘pre’ o allo status-quo ma un nuovo sistema che dà una casa a tutti, l’assistenza sanitaria, un reddito (dunque una possibilità di vita) o un sussidio per la disoccupazione, una pensione. Senza un tale programma che orbiti attorno a tutto il movimento anti-Trump, il suo ‘finto populismo’ potrebbe continuare a crescere».

«Non eravamo solo uomini: eravamo uomini, compagni, amici e fratelli»

Mi capita sempre più spesso, negli ultimi tempi, di prendere la Metro C, nonostante sia sostanzialmente inutile o prossima all'inutilità. Lo scambio con l'autobus 51, in ogni caso, non è poi così malvagio, in attesa che diventi utile e che incroci la linea A a San Giovanni. 
Mi metto le cuffie, salgo a Torre Maura. Isolarmi dai discorsi che sento sulla metro, nonostante siano d'ispirazione notevole per Discorsi da bar, ultimamente mi infastidiscono. 
Salgo sul treno in direzione Lodi e procedo verso i vagoni iniziali e mi siedo tra un signore anziano e una signora anch'ella con cuffie ben salde dentro le orecchie. Il signore a fianco a me legge un giornale, uno di quelli che danno sui mezzi di trasporto. La musica mi ovatta e mi esclude tutto il mondo circostante ma quel signore alla mia sinistra vuole parlare con me: vedo che mi rivolge la parola, dunque mi levo prima una e poi l'altra cuffia. «Posso farle una domanda? Scusi. 
La disturbo?», dice cortese. L'accento, i denti d'oro tradivano una provenienza est europea, forse ucraino, pensavo inizialmente. «Certo, mi dica, non mi disturba». Il tizio indica col grosso indice della mano destra il minuscolo distintivo che ho attaccato sullo zaino ormai dal 5º ginnasio: «quel distintivo ce l'avevo anche io tanto tempo fa. È quello del Komsomol, sa cos'è?»
Mi si illuminano gli occhi: «Certo - rispondo - l'ho messa ormai un po' di tempo fa.. Ce l'aveva anche lei?»


Emblema del Komsomol
«Beh sì, tutti facevano parte del Komsomol: l'organizzazione liceale comunista. I più piccoli erano.. Come si dice... Figli di Ottobre "Oktoberskaja", poi i Pionieri i "Pionerskaja" e poi c'era il Komsomol. Facevamo un sacco di cose e ne apprendevamo altrettante. Era un bel periodo. Ero comunista, tutti lo erano..» e le sue rughe sul volto facevano trasparire un poco di amarezza e di tristezza per "com'erano andate le cose”. Le fermate passano veloci una dopo l’altra, dobbiamo andare entrambi al capolinea, parliamo ora del più e del meno: mi indica il giornale che sta sfogliando polemizzando: «Sei giornalista? A proposito di giornali: qui questo giornale si fa bello perché dice sono aumentati i controlli sui mezzi pubblici e che ci sono molte più multe per chi non paga, ma come si fa a scrivere così? Io non ho mai visto un controllore e se ci sono, certo, magari qualche multa la faranno anche ma poi vengono pagate? E certo, non vengono scritti questi dati»
Scendiamo a Lodi, gli tendo la mano per presentarmi: Valentino, lo pronuncia all’italiana. 
«È studente?», continuando a darmi del lei. «Sì, studente universitario», faccio io. 
«Auguri, buona fortuna - dice - anch’io ero studente universitario, mi sono laureato e sono diventato preside di un liceo» ma dal 2000 è qui in Italia e ha fatto i più disparati mestieri, muratore in primis, come tanti dell’est Europa prima e dopo di lui. 
Mi chiede di cosa mi occupassi, gli rispondo che mi occupavo anche di sport e che recentemente ho scritto un libro con un collega che parlava di Yashin e del calcio nel comunismo. 
«Yashin...», gli occhi si illuminano. «Quello era calcio.. ma quello di adesso ti sembra calcio? A me sembra uno schifo..».

Gli indico dove si prende il 51, autobus che devo prendere anch’io per andare alla conferenza dove sono stato incaricato d’andare. Ci mettiamo a parlare di Chechov, Dostoevskij, Gogol e dopo un momento di silenzio, mi fa: «Sai cos’è che rendeva saldo, stabile, vivo, il comunismo? Non come qui, questa società... come si chiama.. capitalismo!», dice dopo un secondo di incertezza.
«La convinzione che rendeva saldo il sistema, che era realtà, era che l’uomo, nei confronti di un altro uomo, era compagno, amico e fratello. Quando c’era il comunismo da me, in Moldavia, ci dicevano che nel capitalismo l’uomo era lupo per un altro uomo (homo homini lupus) e, davvero, non riuscivo a comprendere questa frase. Ora è dal 2000 che sono qui e ho capito perfettamente»
«Certo - ormai è un fiume in piena - dopo la caduta del comunismo la gente si diceva che era felice ma chi lo era? Era felice era solo quella che prima aveva soldi e doveva - per forza di cose - mettere al servizio del paese quello che aveva. Io ero molto triste, sinceramente. Guadagnavo poco, quando lavoravo, però prendevo dei soldi. Avevo anche borsa di studio e casa, da studente. Tutto. I giovani qui non hanno nulla»
Scende dal 51 e lo saluto rammaricandomi un poco: «Do svidanija, tovarich», scandisce scendendo lo scalino, «spero di rivederti presto! Auguri per tutto»
E se ne va. 
Il socialismo era davvero come l’universo: in espansione.

Valentina Tereshkova, la prima donna a volare nello spazio, compie 80 anni

La prima donna a volare nello spazio, Valentina Tereshkova, compie oggi 80 anni, circondata dal riconoscimento dell’ammirazione dei suoi connazionali. 
Il 16 giugno del 1963, ad appena 26 anni, la cosmonauta Valentina Tereshkova decollò dal cosmodromo di Baikonur a bordo della nave Vostok-6 andando ad inscrivere il proprio nome nella Storia della conquista dello spazio. In 70 ore e 50 minuti, la Vostok-6 completò 48 giri del pianeta, quando tornò sulla Terra, la prima donna ad andare nello spazio era al contempo leggenda e realtà. 
Fu un doppio schiaffo all'occidente e agli USA: proprio nella fase storica in cui il socialismo era in ascesa e gli statunitensi in affanno, i sovietici diedero una lezione al mondo occidentale sull'emancipazione della donna e riguardo al reale protagonismo femminile in seno alla società socialista. 
Dopo la Tereshkova, decide di donne di altre nazionalità hanno viaggiato nel cosmo, pur tuttavia, rimane l’unica ad aver compiuto un viaggio attorno al Pianeta Terra in solitaria.
Il percorso intrapreso dalla Tereshkova, in ogni caso, fu intrapreso anche dalla seconda donna sovietica nello spazio: Svetlana Savitskaja, nel 1982 a bordo dalla nave spaziale Soyuz TM-17
Dopo il suo viaggio nello spazio, la Tereshkova divenne istruttrice del Centro di addestramento per Cosmonauti dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e Presidente del Comitato delle Donne Sovietiche.

I comunisti canadesi in favore del sistema elettorale proporzionale

Il Partito comunista del Canada ha condannato la decisione del governo a guida liberale di abbandonare l’iter legislativo sulla riforma elettorale, promessa a più riprese dal Primo Ministro, definendo tale scelta egoista e antidemocratica. Il Primo Ministro ha affermato che non c’è consenso nel Paese per portare a termine la riforma elettorale «ma tutto questo non è vero», ha affermato Liz Rowley del Partito Comunista del Canada. «Il 70% degli elettori, nelle scorse elezioni, ha votato per organizzazioni politiche quali i Verdi, i Liberali, i Comunisti e anche il NDP (New Democratic Party), tutti partiti che hanno affermato di voler cambiare il sistema elettorale. Un chiaro mandato». «Quello che è cambiato - continua Liz Rowley - è il consenso del partito liberale. 
Un anno dopo aver ottenuto la maggioranza di Governo, col solo 39% del voto popolare, e non portano a termine, tanto i liberali quanto i conservatori, la riforma elettorale perché sanno che i loro seggi si dimezzerebbero»

Il sistema all’inglese ‘first-past-the-post’ ha permesso, infatti, un monopolio esclusivo del Governo da parte di Liberali e Conservatori (liberals and tories) e delle corporazioni che rappresentano - per 150 anni.
Ha permesso alle due parti in campo, due facce della stessa medaglia, di ottenere maggioranze parlamentari con meno del 40% del voto popolare, di introdurre politiche antipopolari e che andavano in senso contrario a quanto affermato in campagna elettorale tra cui il Trattato di libero scambio di Mulroney (1988), le politiche sul cambiamento climatico (2016) etc. 
Hanno introdotto tagli ai posti di lavoro, ai salari, alle pensioni, legiferato per privatizzare i servizi pubblici e imponendo trattati di commercio globali ad appannaggio di grandi corporazioni, minando il lavoro, i diritti e la democrazia.
 Questa è la vera ragione per cui i governi liberali e conservatori si rifiutano di introdurre riforma elettorale.
Ed è il motivo per cui le masse lavoratrici si sentono obbligati a votare strategicamente per bloccare l’elezione del partito che porta avanti le politiche più scellerate al posto di quello che vogliono realmente sostenere. 
Il Partito comunista, infatti, chiede al Governo di portare a termine il proprio impegno sulla riforma elettorale per dotare il paese di un sistema diverso da quello vigente, ovvero, introducendo il sistema di rappresentanza MMP (Mixed Member Proportional). Tale sistema, richiesto dalle assemblee dei cittadini, ha il sostegno di organizzazioni sindacali e associazioni. 
Il Partito comunista canadese, chiede, dunque, un sistema elettorale proporzionale.

Spagna, scaricatori di porto in agitazione

Gli scaricatori di porto in agitazione contro il decreto dell'UE che impone la liberalizzazione del settore già passata in molti paesi europei (come il nostro). Questa la dichiarazione del Partido Comunista de los Pueblos de España (PCPE): «l'UnioneEuropea continuerà come uno schiacciasassi se non sarà fermata dalla maggiore delle forze che può incontrare, una classe operaia unita e organizzata».

I comunisti maltesi contro l'accordo raggiunto dall'UE riguardo i migranti

Il Partito Comunista maltese condanna l’accordo raggiunto dall’UE a Malta in materia di immigrazione, accordo raggiunto - peraltro - per cercare di tagliare la rotta migratoria della Libia verso l’Europa. Il PKM condanna anche i due principali partiti di Malta e il loro sostegno alle politiche dell’Unione Europea e invita tutte le forze progressiste e di sinistra ad unirsi per manifestare il proprio dissenso nei confronti di quest’accordo, approvato invece da parte dei laburisti (Labour party) e dai nazionalisti (Nationalist Party).

L'ambasciata degli USA in Israele si trasferisce in Palestina. Papadakis (KKE): «È un atto provocatorio»

«Lo spostamento dell’ambasciata USA d’Israele a Gerusalemme è un atto provocatorio», questo quanto dichiarato da Kostas Papadakis, deputato del KKE (Partito Comunista Greco) al Parlamento Europeo. Nel ‘question time’, in una domanda posta all’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e per le politiche della Sicurezza, Federica Mogherini, il deputato comunista ha denunciato come «l’annuncio del Governo degli USA di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme fosse un atto provocatorio». Questa è stata l’interrogazione posta nel ‘question time’ dal deputato Papadakis: «È stato annunciato, da parte del Governo degli Stati Uniti d’America, che inizierà ufficialmente la procedura di trasferimento dell’ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme Est che, come è stato detto da fonti ufficiali del governo americano, è ‘nelle sue fasi iniziali’. Questo spostamento è stato accompagnato dalle dichiarazioni delle autorità d’occupazione israeliane le quali hanno in programma di:
  1. costruire 500 nuove abitazioni per i coloni israeliani a Gerusalemme Est 
  2. costruire 2.500 nuove abitazioni per i coloni israeliani in Cisgiordania
Questi pericolosi sviluppi sono un altro elemento di prova riguardante gli USA e l’aggressività di Israele nell’area, che gode anche della convergenza della UE a riguardo. Queste azioni creano il terreno per una nuova escalation di violenze nella regione che, ancora una volta, saranno pagate col sangue dei popoli».



Mp

KKE: «solidarietà ai bambini delle famiglie di rifugiati»


Lo scorso 17 gennaio dei teppisti facenti riferimento ad Alba Dorata, proprio nel momento in cui sta continuando il processo riguardante l'attività criminale di quest'organizzazione fascista, si sono riuniti fuori da una scuola elementare - in uno dei quartieri popolari del Pireo - con lo scopo di impedire ai figli dei rifugiati di farli entrare a frequentare le lezioni. Il KKE, insieme a decine di organizzazioni sindacali, ha denunciato il nuovo attacco fascista di Alba Dorata. 
L'ufficio stampa del Comitato Centrale del KKE, nella sua dichiarazione, chiama il popolo greco, i genitori, gli studenti delle scuole e gli insegnanti a «denunciare e isolare Alba Dorata, così da opporsi alla protervia dell'organizzazione, estendendo la propria solidarietà ai bambini, figli delle famiglie di rifugiati, che sono stati cacciati dai loro Paesi a causa delle guerre e a causa della barbarie del capitalismo. È bene che si intensifichi la lotta comune contro le guerre che seminano morte e costringono i popoli a migrare e diventare 'rifugiati'».

Corea del Nord, solidale per la 58esima volta con Cuba socialista

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha inviato un messaggio di auguri e congratulazioni al Governo di Cuba per il 58° anniversario della Rivoluzione: la ricorrenza si festeggia oggi, nell’isola caraibica, insieme all’avvento del nuovo anno, come hanno riportato i media ufficiali. Kim Jong Un «ha ratificato il sostegno e la propria solidarietà della Repubblica Democratica Popolare di Corea nei confronti del processo rivoluzionario cubano», ha riportato l’agenzia di stampa dello Stato ‘Prensa Latina’. «Siamo sulla stessa linea di combattimento da sempre, soprattutto quando si tratta di contrastare le brutali manovre dell’imperialismo», riporta il testo d’agenzia. Il Leader nordcoreano ha ribadito come il proprio Paese e Cuba abbiano relazioni solide che sapranno «rafforzare e sviluppare costantemente, sulla strada della vittoria, per  l’indipendenza antimperialista e per il socialismo». «Auguriamo i nostri più sinceri auguri affinché il Presidente Raul Castro, il Governo, il Partito Comunista e il popolo di Cuba possano continuare a raggiungere risultati eccellenti in ogni ambito», conclude la lettera. 
La Corea del Nord mantiene un rapporto storico con Cuba che risale al 1960. Attualmente, entrambi i Paesi hanno stretto vari accordi di cooperazione in materia di istruzione, scambi commerciali, riguardo il settore petrolifero e quello dell'agricoltura . Lo scorso maggio, Raul Castro, poi, ha ricevuto a L’Avana Kim Yong Chol (membro dell’Ufficio Politico del Partito del lavoro della Corea del Nord) il quale ha portato i saluti da parte di Kim Jong Un. Contestualmente, il leader nordcoreano ha ricevuto a Pyongyang, nel mese di luglio dello stesso anno (quello appena trascorso nda), il VicePresidente di Stato di Cuba, Salvador Valdes Mesa.

Mp

Socialisti e cristiani

L'operaio Giacosa è stato arrestato il 1° maggio sotto l'accusa di aver lanciato una mitica bomba in piazza S. Carlo. Una guardia regia giurò di aver visto coi suoi occhi il Giacosa a lanciare la bomba.

L'altro giorno il Giacosa è stato scarcerato, perché prosciolto in istruttoria; egli dimostrò luminosamente di non aver potuto lanciare nessuna bomba. Il Giacosa è cristiano devoto; appena scarcerato egli manda all'«Avanti!» una sottoscrizione di lire dieci con questa dicitura: «Il compagno Giacosa, per grazia ricevuta, mette dieci lire per l'"Avanti!" Crede nel Vangelo di Cristo. Fa voti che Cristo punisca quella degna guardia regia che ha giurato il falso»


Da questo piccolo episodio si possono trarre alcune moralità. Un operaio, cristiano, riconosce nell'«Avanti!», nel giornale della classe operaia, il suo giornale, quello che lo ha difeso, difendendo tutta la classe operaia aggredita a fucilate il 1° maggio. Egli comprende che l'idea religiosa non costituisce motivo di scissione nella classe operaia, come non costituisce motivo di scissione nella classe borghese. I socialisti marxisti non sono religiosi; credono che la religione sia una forma transitoria della cultura umana che sarà superata da una forma superiore di cultura, quella filosofica; credono che la religione sia una concezione mitologica della vita e del mondo, concezione che sarà superata e sostituita da quella fondata sul materialismo storico, cioè da una concezione che pone e ricerca nel seno stesso della società umana e nella coscienza individuale le cause e le forze che producono e creano la Storia. Ma pur non essendo religiosi, i socialisti marxisti non sono neppure antireligiosi; lo Stato operaio non perseguiterà la religione; lo Stato operaio domanderà ai proletari cristiani la lealtà che ogni Stato domanda ai suoi cittadini, domanderà che se vogliono essere in opposizione questa opposizione sia costituzionale e non rivoluzionaria.
L'opposizione rivoluzionaria è propria di una classe oppressa contro i suoi sfruttatori; l'opposizione costituzionale è l'atteggiamento proprio di un ceto ideologico della classe verso la maggioranza che esercita il potere politico. L'operaio cristiano Giacosa mostra di aver compreso questo nesso del pensiero politico proletario, se, pure essendo cristiano, egli riconosce nell'«Avanti!» l'organo della sua classe. 
Egli fa voti perché Cristo punisca la guardia regia che ha giurato il falso; il Partito Socialista non riconosce come buona questa tattica e preferisce la sua: espropriare i capitalisti e con la forza dello Stato operaio rendere impossibile, anche per gli operai cristiani, che il giuramento falso di un agente della borghesia faccia marcire in prigione i proletari.

Antonio Gramsci, 'Avanti!' ed. Piemontese, 26 agosto 1920

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